Il caso
12.04.2026 - 12:30
Il quartiere Fossignano di nuovo invaso dalle mosche e dai cattivi odori: pioggia di esposti contro il pollificio. I residenti della zona, esasperati dagli olezzi e dai disagi provocati dall’impianto, sono tornati alla carica segnalando al Comune di Aprilia i problemi che persistono ormai da tanti anni. E gli uffici comunali del settore Ambiente ed Ecologia si sono subito attivati in tal senso, tramite una lettera inviata alla società agricola Ovo Lazio e, per conoscenza, anche alla Regione, alla Asl di Latina, all’Arpa e ai Carabinieri Forestali. Una nota nella quale il dirigente comunale e il funzionario richiamano la società, sollecitandola ad adottare le misure necessarie per evitare le emissioni odorigene e l’invasione di mosche nella zona. «È pervenuto un nuovo esposto relativo alla presenza di mosche e alle emissioni odorigene nelle aree limitrofe all’impianto. Ricordiamo - scrive il Comune nella nota - che questo settore, con una precedente comunicazione, ha già sollecitato il gestore a porre in essere, con la massima tempestività, tutte le iniziative necessarie per il superamento delle criticità. Ad oggi non risulta pervenuto alcun riscontro dal gestore in merito alle azioni intraprese, né alcuna comunicazione attestante l’avvenuta adozione delle misure richieste».Per questo gli uffici comunali hanno inviato un sollecito al gestore, invitandolo entro 15 giorni ad «adottare con immediatezza e senza indugio tutte le misure tecniche, organizzative e gestionali necessarie al superamento dei problemi segnalati».
Un’azione che viene commentata positivamente dal comitato di quartiere Fossignano, che in questi mesi ha raccolto le lamentele di tanti residenti. «Grazie al quarto esposto del comitato - spiegano - e all’incontro che abbiamo avuto con le Commissarie e il dirigente del settore Ambiente, è arrivato l’ennesimo richiamo del Comune di Aprilia all’azienda che gestisce il pollificio. Continueremo ad andare avanti fino alla risoluzione del problema, per la tutela della salute, per l’igiene e la vivibilità dei cittadini che risiedono vicino all’impianto».
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