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Inchiesta “Dusty Trade”

La droga per corrompere, le pesanti richieste del Pm

Otto anni per il dipendente del fisco, 6 e mezzo per il giudice

La droga per corrompere, le pesanti richieste del Pm

Non sono bastate tre ore al pubblico ministero Giuseppe Bontempo per illustrare il quadro accusatorio che ha portato a processo i componenti di una presunta associazione criminale guidata da Andrea Nicastro, dipendente dell’Agenzia delle Entrate che insieme a imprenditori, professionisti di Aprilia, ma anche colleghi e un giudice della Commissione Tributaria, aveva messo in piedi un sistema corruttivo dedito a guidare decisioni della Commissione, a mitigare posizioni debitorie, a intralciare l’iter di qualche pratica. Il tutto in cambio di droga, soldi e favori. Favori come la richiesta, definita pressante, da parte del giudice De Meo che avrebbe chiesto di “sistemare” la nuora. Trovarle un posto di lavoro, ci teneva, ma non un posto qualunque, un posto adeguato alla sua formazione. E la richiesta era arrivata proprio alla vigilia di una decisione che interessava alcuni componenti del sodalizio.


C’è da sottolineare che si tratta di fatti risalenti molto nel tempo, tanto che il quadro accusatorio è stato falcidiato dalla prescrizione. E così dopo poco più di 3 ore e mezza, per il presunto capo dell’associazione, Andrea Nicastro, il Pm ha chiesto 8 anni di reclusione per corruzione (con una serie lunga di altri capi ‘imputazione finiti in prescrizione). La seconda richiesta più pesante è quella per il giudice a cui la Procura non ritiene si debbano riconoscere le attenuanti vista la gravità degli addebiti e il ruolo ricoperto: 6 anni e 6 mesi per Enzo De Meo.


Un altro imputato che ha visto ridimensionarsi e non poco la propria posizione, è Mauro Cassano: la prescrizione infatti cassa otto capi di imputazione. Per lui la procura chiede 1 anno di reclusione.
Nessuna richiesta di condanna visto che l’unico capo che lo riguardava cade per prescrizione, per Predrag Krosnjar.
Chiesti anche 4 anni e 2 mesi per la moglie di Nicastro, Tiziana Maiolino che tra l’altro, era avvocato e lavorava per l’ufficio legale dell’Agenzia delle Entrate.


Il dottor Bontempo ha poi chiesto 4 anni per Stefano Funari e 2 anni e 8 mesi ciascuno per Antonio e Andrea Ciccotti.
In questa inchiesta nel tempo però, erano finiti anche altri soggetti tra cui l’uomo di “raccordo” tra il giudice e l’associazione, o ancora, altri professionisti già condannati come il commercialista di Aprilia Marco Corrente, o ancora Vincenzo Marrazzo dipendente dell’Inps di Pomezia. Non solo. Condannato in passato, anche un ex militare della Guardia di Finanza di Aprilia, Carmine Speranza.


La parola ora passa al collegio delle difese che avranno bisogno di almeno altre due udienze, la prima delle quali è fissata al 10 giugno.

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