La sentenza
22.04.2026 - 08:30
Assolto perchè il fatto non sussiste. Esce di scena dall’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa Lakbir Maknassi, 53 anni di origine marocchina residente a Latina, imputato ieri in un processo che si è concluso - davanti al Collegio penale presieduto dal giudice Francesca Zani e composto dai magistrati Renata Naso e Clara Trapuzzano Molinaro. La parte offesa è una connazionale di 39 anni e in base a quanto riportato nelle carte dell’inchiesta, l’uomo ha portato la donna in un luogo isolato con il pretesto di andare da uno spacciatore perchè la donna voleva acquistare cocaina e l’ avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale contro la sua volontà dopo averla colpita con un pugno al viso, afferrata per i capelli e trascinata sul sedile posteriore dell’auto immobilizzandola e costringendola ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà. E’ quanto riportato nel capo di imputazione. Contestata anche l’aggravante della minorata difesa. I fatti contestati erano avvenuti nell’ottobre del 2019 a Latina e la parte offesa una donna che lavorava come badante, aveva presentato una denuncia in Questura e le indagini erano state condotte dalla Squadra Mobile di Latina.
Ieri mattina nel corso del processo il pubblico ministero Marco Giancristofaro ha chiesto nel corso del suo intervento la condanna alla pena di sette anni ricostruendo i fatti e gli elementi raccolti. La donna aveva riferito nella sua ricostruzione che in auto insieme all’imputato era andata in una zona di campagna alla periferia di Latina. «Aveva aperto lo sportello anteriore dell’auto e mi aveva scaraventato sul sedile posteriore». La parte offesa era stata ascoltata anche nel corso di un incidente probatorio. In base a quanto sostenuto dall’accusa da Sabaudia era partita per raggiungere Latina dove voleva acquistare sostanza stupefacente.
L’avvocato Alessandro Farau che assiste l’imputato ha chiesto per il proprio assistito l’assoluzione sottolineando l’inattendibilità della ricostruzione offerta dalla parte offesa e la totale mancanza di riscontri oggettivi alla dinamica dei fatti e dei luoghi ricostruiti dalla parte offesa. Una prospettazione completamente condivisa dal Tribunale che ha assolto l’imputato perchè il fatto non sussiste. L’uomo in passato era stato assolto dal reato di spaccio di stupefacenti nell’ambito dell’inchiesta condotta a seguito di un servizio andato in onda sul tg satirico di Striscia La Notizia a ottobre 2020 ed era stato assolto anche da un altro reato.
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