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Il fatto

Tragedia di Suio, quattro persone indagate

L’iscrizione nel fascicolo con l’accusa di omicidio colposo riguarda i due gestori delle Terme Vescine, il responsabile della ditta adibita alla manutenzione e chi era addetto all’assistenza bagnanti

 Tragedia di Suio, quattro persone indagate

A 72 ore dalla tragica morte del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, primi importanti sviluppi nelle indagini. Nel fascicolo della Procura della Repubblica di Cassino sono stati iscritti quattro indagati, nei confronti dei quali si ipotizza l’accusa di omicidio colposo. Si tratta dei due gestori dello stabilimento termale Vescine di Suio, del responsabile della ditta adibita alla manutenzione e della persona che si occupava dell’assistenza bagnanti. Il provvedimento scaturisce dalle indagini condotte dai Carabinieri della stazione di Castelforte e della Compagnia di Formia, che, ieri, hanno effettuato un altro sopralluogo sulla piscina sequestrata. Sono state acquisite anche le immagini delle telecamere interne all’impianto, dove sono impresse le immagini, che potrebbero essere utili ai fini delle indagini. Stamattina la Procura cassinate conferirà l’incarico al medico legale che dovrà effettuare la perizia autoptica sulla salma del bambinodi 7 anni annegato. E anche ieri il padre della vittima,

Antonello Petrucci e il legale Francesco Lauri, sono intervenuti in diretta in alcuni programmi in collegamento da un noto albergo di Formia, dove alloggia provvisoriamente la famiglia romana. Il papà di Gabriele, nel corso della trasmissione di Canale 5 Dentro la notizia, ha dato l’ok a mandare in onda un video girato all’interno delle terme, nel quale si vede il bimbo che mangia e che non nasconde la bellezza dell’impianto termale.

«Eravamo venuti qui con un’altra coppia di amici- ha detto Antonello Petrucci- per trascorrere qualche giorno in occasione del compleanno di Gabriele, abile nuotatore, in quanto aveva frequentato dei corsi. Ma quel bocchettone gli ha bloccato il braccio sino alla spalla, tanto che l’arto era diventato violaceo; e nonostante fossimo in quattro a tentare di estrarlo non siamo riusciti a salvarlo. Quando hanno spento l’impianto era tardi per salvare mio figlio». L’avvocato Lauri, dal canto suo, ha spiegato che i prossimi passi saranno l’accertamento dello stato dei luoghi e soprattutto perché il bocchettone della morte era privo della griglia. «Dopo la serie di morti di questo tipo- ha detto il legale- con una media di 40 all’anno, è opportuno che venga approvata una normativa sulla sicurezza delle piscine, che, purtroppo, attualmente, non esiste». Il legale dei gestori delle Terme, l’avvocato Gianfranco Testa, dopo aver rimarcato che la griglia è stata repertata ed è oggetto di accertamento da parte degli inquirenti, ha declinato l’invito di tutti i media.

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