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Il fatto

Presi con hascisc e cocaina, in tre restano in carcere

L'interrogatorio del gip Mara Mattioli, Gli arresti di Polizia e Carabinieri nella zpna del PIccarello a Latina

Presi con hascisc e cocaina, in tre restano in carcere

Restano in carcere i tre indagati arrestati da Polizia e Carabinieri nell’ambito di due diverse operazioni antidroga portate a termine nei giorni scorsi nel capoluogo pontino.  Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina  Mara Mattioli che ha accolto le risultanze investigative della Procura e la richiesta presentata dal pubblico ministero Francesco Giuseppe Aiello.


Resta in carcere Riccardo P. classe 2001,  arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Latina al termine di un controllo scattato lo scorso 23 aprile nella zona tra piazza Moro e il Piccarello. Al termine dell’operazione gli uomini dell’Arma avevano sequestrato oltre un chilo di hascisc:  alcuni panetti erano custoditi in un frigorifero. Secondo il giudice che ha emesso al termine della camera di consiglio il provvedimento restrittivo l’attività non è occasionale.

 
Restano in carcere anche Cristian C. di Pontinia, di 21 anni e una donna di 48 anni, Tamara C. di Sabaudia, queste le loro iniziali. Erano stati sorpresi mentre trasportavano in auto più di mezzo chilo di cocaina:  la droga era in due buste. Anche per loro l’accusa è quella di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.  L’operazione della Squadra Mobile era scattata in via degli Aurunci, erano stati i poliziotti dell’antidroga a fermare l’auto sulla quale viaggiava la donna insieme al giovane. Dalla prima ispezione è venuta alla luce la cocaina, oltre mezzo chilo in due buste. Subito dopo nel corso della seconda perquisizione in questo caso domiciliare, i poliziotti hanno trovato cento grammi  di cocaina in casa del ragazzo  per un totale di 660 grammi. Nell’abitazione del 21enne gli agenti hanno sequestrato anche  materiale utile al confezionamento delle dosi e una somma di denaro.  I tre indagati sono difesi dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti. 

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