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Tartarughe azzannatrici, esemplari portati a Latina per le analisi

Allarme nella riserva tra Ladispoli e Cerveteri: i Carabinieri Cites sequestrano gli animali e li trasferiscono al Centro Biodiversità di Fogliano

Tartarughe azzannatrici, esemplari portati a Latina per le analisi

Gli esemplari sono stati portati a Latina, al Centro Carabinieri Biodiversità del Lago di Fogliano, per le analisi dopo il ritrovamento di una tartaruga azzannatrice a Torre Flavia, nel comune di Ladispoli. La presenza della Chelydra serpentina, specie esotica originaria del Nord America e considerata tra le più pericolose al mondo, riaccende l’allerta nella zona umida tra Ladispoli e Cerveteri.

A fare il punto è il Maggiore Matteo Brovelli, comandante della Sezione Operativa Centrale Carabinieri Cites, che spiega come non si tratti di animali detenibili da privati cittadini e come il loro morso possa rappresentare un rischio concreto anche per l’uomo. Secondo quanto riferito, il collo lungo ed elastico consente alla tartaruga di colpire con estrema rapidità e, nei casi più gravi, può persino provocare lesioni molto serie.

Il ritrovamento non sarebbe isolato: nella stessa area sono già stati segnalati altri esemplari, circostanza che alimenta il sospetto di una possibile riproduzione in natura. Al momento, però, non esistono certezze e saranno le analisi genetiche a stabilire se gli animali ritrovati siano imparentati tra loro.

Gli esemplari sequestrati resteranno nel centro specializzato di Fogliano e non verranno reimmessi in natura, sia perché si tratta di una specie invasiva sia per il potenziale impatto sulla fauna locale. La raccomandazione dei Carabinieri Forestali è chiara: in caso di avvistamento non bisogna avvicinarsi, né tentare di toccare o spostare l’animale, ma segnalare subito la presenza alle forze dell’ordine.

La prudenza vale anche per chi passeggia con il proprio cane: il consiglio è allontanarsi rapidamente per evitare contatti e possibili episodi di aggressività. L’attenzione resta alta a Torre Flavia, dove il timore è che non si tratti dell’ultimo ritrovamento.

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