Il tribunale amministrativo di Latina ha respinto il ricorso presentato dal Comitato civico Samip per bloccare la realizzazione del dissalatore provvisorio in attesa della realizzazione di quello definitivo. Nel ricorso si chiedeva appunto la sospensione dell’ordinanza del sindaco firmata nel mese di ottobre del 2016. Grande la soddisfazione del primo cittadino ponzese, Piero Lombardo Vigorelli, forte sostenitore e promotore dell’installazione dei dissalatori sull’isola. Un iter avviato con l’entrata del Comune in Acqualatina, entrata molto contestata da alcuni ponzesi. Il sindaco, la sua giunta, i suoi consiglieri hanno tirato dritto ed hanno superato ogni ostacolo, questo l’ultimo. E con ironia ha commentato la sentenza del Tar: «Così è la vita, caro Aniello Aprea del Comitato Samip e caro dott. Guarino che non credo aver avuto il piacere di conoscere. Avevate fatto ricorso al Tar per bloccare la realizzazione di un dissalatore provvisorio e mobile (lo SKID), sperando così di bloccare anche il dissalatore vero e proprio. E avevate chiesto che l’ordinanza del sindaco n. 92 dell’ottobre scorso fosse bocciata dalla giustizia amministrativa. Avete perso. Il presidente del Tar ha esordito in udienza chiedendovi quale fosse il vostro interesse che sarebbe stato leso dal dissalatore. La vostra risposta non lo ha evidentemente convinto. Infatti il Tar ha rigettato il ricorso. Insomma, non siete portatori o rappresentanti di interessi reali. E con questo ricorso vi siete dati la zappa sui piedi. Ahimè, avete perso, - e su tutta la linea». Le conferenze dei servizi per realizzare i dissalatori a Ponza (ed anche a Ventotene) possono così andare avanti con tranquillità. Il sindaco ha poi voluto ribadire che la teoria anti dissalatore a Cala dell’Acqua, infatti, «era fondata su due non-verità: Quella che l’area fosse compresa nel SIC (Sito di Interesse Comunitario) e quindi da proteggere, - e quella che sul fondale ci fosse una prateria di posidonia, che è specie protetta. Due balle. Come è stato agevole dimostrare, con i documenti della Regione Lazio e dell'Università La Sapienza di Roma. L’area di Cala dell'Acqua, non essendo SIC e non avendo un fondale con la posidonia, è quella con il minimo impatto ambientale sia per il dissalatore che per il porto turistico. E’ stata scelta proprio per questi motivi. L’Amministrazione non è fatta da dilettanti allo sbaraglio o da ambientalisti a un tanto al chilo. Il dissalatore, con l’acqua prodotta dal nostro mare, a ogni ora del giorno e della notte, con il sole, con la pioggia, con il mare piatto o la burrasca... è l’unica soluzione per avere - sempre - acqua dolce e potabile nella nostra isola».