“Il vero sale della terra resta la nostra isola”. Questo è quello che, prendendo a prestito la frase del Vangelo, ha dichiarato l’ex consigliere di minoranza, Gerardo Santomauro, quando ha appreso che il Tar Lazio ha accolto con ordinanza la richiesta di sospensione dei lavori per la costruzione del dissalatore di Ventotene, riconoscendo di fatto la necessità di valutazione di impatto ambientale. «Sconcerta - commenta Santomauro -, che né la Regione, né la precedente Giunta Comunale abbiano pensato (o voluto) porla in essere. Il disappunto dei promotori del ricorso nasce dal fatto che, a loro parere, in modo sbrigativo e superficiale, il dirigente della Regione Lazio a capo della Direzione Regionale Governo del Ciclo dei Rifiuti, Arch. Demetrio Calini, con una velocità a dir poco sorprendente, il 3 agosto dello scorso anno, ad appena due settimane dalla richiesta avanzata da Acqualatina il precedente 19 luglio (in piena estate, quindi, ed al culmine dell’impegno lavorativo che vede i cittadini di Ventotene alle prese con il necessario lavoro, grazie al quale vivere per l’intero anno, e giocoforza impossibilitati a prestare la necessaria attenzione a vicende pur importanti come queste) ha sostenuto la superfluità della V.I.A., “considerato che nel caso di specie non vi fossero processi di trasformazione chimica, bensì un processo di separazione fisica, senza alcuna trasformazione di materia». Una valutazione che non ha convinto alcuni cittadini di Ventotene, tra cui il professore, ed ex amministrazore dell’isola, Antonio Impagliazzo, che unitamente all’avvocato Cavallo del Foro di Napoli e ad altri componenti della disciolta opposizione consiliare “Buona Onda” (Modesto Sportiello e Pasquale Bernardo) hanno investito della questione l’avvocato Ciamarra, riuscendo sul filo di lana a presentare il ricorso avverso il medesimo provvedimento. Santomauro si attende la «medesima velocità e solerzia della Regione Lazio e della società Acqualtina S.p.A. per la soluzione della catastrofica situazione che riguarda il funzionamento del depuratore in località Calanave, in qualità di leader del movimento “Buona Onda”, sottolineo preoccupazione per il futuro dell’isola, avendo accertato la totale incuria della precedente amministrazione nella tutela del territorio e nella difesa degli interessi della collettività isolana». Non nasconde certo il suo sconcerto Santomauro quando ricorda che per l’ingresso di Acqualatina S,p,A. a Ventotene non si è tenuto minimamente conto del fatto che sono ancora in vigore due leggi dello Stato (la n. 307 del 9 maggio 1950 e la n. 378 del 19 maggio 1967), mai espressamente o tacitamente abrogate, che stabiliscono che sia a carico dello Stato la fornitura dell’acqua potabile per i cittadini delle isole ponziane. Ed in proposito chiede di sapere che cosa abbiano fatto i precedenti amministratori comunali per esigere l’applicazione di queste leggi che riconoscono un diritto per i loro concittadini. «Perché non lo hanno fatto? Perché non si è dato incarico, a qualche studioso della materia, di dissipare i dubbi in proposito e chiarire, una volta per tutte, i rapporti fra le citate leggi statali e la legislazione regionale in materia di gestione di risorse idriche integrate? Vista l’esosità delle bollette, non sarebbe forse lecito dimostrare ai cittadini di Ventotene che il costo della fornitura dell’acqua non viene considerato nell’applicazione della tariffa a loro carico?». Per queste ragioni, oltre ad attendere l’intervento del Commissario straordinario sulle problematiche in argomento, annuncia prossime azioni, anche giudiziali, del movimento di cui è leader, volte al definitivo superamento della stasi attuale per la tutela della comunità isolana, a cominciare dal chiarimento sulla vigenza o meno delle Leggi che dispongono la fornitura dell’acqua potabile a titolo gratuito per i cittadini delle isole di Ponza e Ventotene oltre a chiedere l’immediata chiusura della gestione provvisoria con la messa a disposizione dei Ventotenesi delle risultanze contabili che ancora oggi, ad otto mesi dallo scioglimento del Consiglio comunale, ancora risultano inevase.