E' terminata poco fa, a Nettuno, l'occupazione della sala consiliare da parte di Claudio Dell'Uomo, Fabrizio Tomei, Genesio D'Angeli e Lorenza Alessandrini, quattro esponenti della minoranza di centrodestra che stavano manifestando dal 19 dicembre scorso.

La decisione di abbandonare la protesta estrema - che ha comunque portato i cittadini a comprendere quanto siano determinati alcuni membri della minoranza, che hanno scelto di non trascorrere le Feste in famiglia ma in una sala del municipio - è stata dettata sia dalla totale mancanza di considerazione da parte dell'amministrazione a Cinque Stelle, sia perché i quattro ex occupanti saranno presto ricevuti dal Prefetto di Roma e, probabilmente, anche dal presidente dell'Anac Cantone, al quale hanno chiesto udienza.

Filo conduttore della conferenza stampa, conclusa poco fa, riguardante i motivi della protesta, è stata sì la chiusura dell'Anagrafe distaccata di Tre Cancelli, ma anche lo stato d'abbandono delle periferie, nelle quali - a detta dei consiglieri - mancano sicurezza e servizi.

L'intervento maggiormente politico è stato affidato a Claudio Dell'Uomo, che ha preso la parola dopo i tre colleghi. A lui il compito di battere i pugni sul tavolo e chiedere che il sindaco Casto sia maggiormente presente in Comune e che ascolti la cittadinanza. Non sono mancate stilettate sul caso "Parcheggione" ma anche sulle casette del mercatino e sulla decisione dell'amministrazione di non rinnovare gli accordi per il servizio di portierato e di pulizia con le ditte attualmente in servizio, affidando il tutto alla Poseidon nel 2017.

E' forse una frase di Fabrizio Tomei, però, a sintetizzare questi giorni di protesta: "L'occupazione dell'aula consiliare è stato un atto politico importante, perché è qui che deve svolgersi l'attività politica, non nelle piazze o sui Social network. Abbiamo di fronte un'amministrazione chiusa in se stessa, che sostiene di ascoltare i cittadini ma, in realtà, non è affatto così".