Il Tribunale di Velletri ha disposto il sequestro delle attrezzature delle Cooperative di ormeggiatori a risarcimento della Capo d’Anzio Spa, società destinata a realizzare il nuovo bacino portuale. È questo il culmine di una lunga contesa tra la Spa e le Cooperative per la proprietà delle aree del Molo Pamphili. Gli ormeggi di quella zona, infatti, fino a oggi erano gestiti dalle Cooperativa, ma quella zona rientra nella competenza della Capo d’Anzio. Con l’inversione del cronoprogramma per la costruzione del nuovo porto, si è deciso di acquisire proprio quelle aree e iniziare da lì i lavori. Una decisione contestata dagli ormeggiatori che hanno ostacolato la restituzione delle aree a suon di ricorsi. La legge, però, ha dato più volte ragione alla Capo d’Anzio, che ha dapprima tentato una risoluzione “pacifica” proponendo l’assorbimento dei lavoratori delle Coop nella società. Il ritardo della concessione delle aree, occupate nel frattempo senza titolo dalle Cooperative di ormeggiatori, ha causato un mancato introito nelle casse della Capo d’Anzio stimato in circa 200mila euro. Il sequestro delle attrezzature rimanenti sui moli di ieri è stato disposto dal Tribunale di Velletri, che ha confermato al contempo il credito che la Spa ha maturato nei confronti delle Coop, come risarcimento parziale del danno subito dalla Capo d’Anzio. Nel gennaio scorso la Spa aveva interrotto il pagamento delle fatture alle Cooperative degli ormeggiatori, proprio a risarcimento del credito accumulato, una decisione che aveva scatenato l’ira di alcuni lavoratori, senza stipendio dal mese di ottobre, sfociata poi anche in una disputa legale che ha costretto i vertici della Capo d’Anzio a “dotarsi” della scorta nel recarsi all’area del Molo Pamphili.

Il sequestro disposto ieri ha confermato ancora una volta che è la Capo D’Anzio a essere l’unica e legittima concessionaria delle aree dei moli. La controversia tra le parti, durata oltre ogni ragionevole buon senso, sembra almeno per il momento chiusa.