Gli ultimi video sui suoi profili e pagine facebook erano stati il campanello d'allarme. Dubbi sulla legittimità del lockdown, critiche allo Stato, a volte veri e propri inviti a non sottotostare a regole imposte da Roma. Poi, il consigliere comunale di maggioranza Andrea Bennato ha palesato il suo avvicinamento all'ex generale Antonio Pappalardo, ex parlamentare, ex sindacalista, oggi a capo di un movimento che si fa chiamare dei "gilet arancioni", in questi giorni alla ribalta delle cronache per le manifestazioni di piazza negazioniste sul coronavirus. Troppo, per la coalizione che sostiene la candidatura di Roberta Tintari a Terracina, pazientemente costruita e voluta dall'europarlamentare Nicola Procaccini, tra l'altro leader di un partito, FdI, che oggi è al 16 per cento, a Terracina è molto moderato, e non vuole scivoloni. Mentre il consigliere Bennato, che ancora siede in maggioranza, si candida a sindaco, il primo, dice, per il movimento dei gilet arancioni

«Comunichiamo di aver interrotto il rapporto di collaborazione con il consigliere comunale Andrea Bennato», recita una nota firmata dalla coalizione formata da Fratelli d'Italia, SìAmo Terracina, Uniti e Liberi e Cambiamo con Toti. «Massimo rispetto per il cammino politico da lui intrapreso, ma non si ravvisano più i necessari presupposti di fiducia e condivisione di percorso». Un modo gentile per scaricare Bennato, all'interno di una nota che, quasi a dare il carico da novanta, esordice con la gratitudine per gli operatori sanitari, le forze dell'ordine, la Protezione civile, la Croce Rossa, la Caritas, le associazioni che hanno lavorato per affrontare la pandemia. Altro che complotto della finanza mondiale. Terracina «dovrà scavare ben dentro la propria anima per trovare le sue energie migliori» per rinascere, scrive la maggioranza. «La prossima amministrazione dovrà stimolare la ripresa economica e garantire una rete di protezione diffusa su tutta la città». Senza gilet arancioni.