Sì al dialogo e al confronto allargato ma senza poter prescindere dalla leadership di Damiano Coletta sindaco. Arriva forte e chiaro il messaggio da Latian Bene Comune dopo il documento firmato a otto mani da Nicoletta Zuliani, Celina Mattei, Mariagrazia Ciolfi e Valeria Campagna. Un documento misto Pd-Lbc (con pezzi di Italia Viva e 5Stelle visto il ruolo ibrido di Mattei e Ciolfi) che lasciava intendere un campo largo da cui ripartire e che presupponesse sia la distanza dal centrodestra del passato sia, in modo più velato, dalle dinamiche dell'attuale amministrazione con l'invito a «ripartire alla pari tra forze politiche» e dunque senza, dunque, diktat neanche sul Coletta-bis. Il segretario di Lbc Francesco Giri frena però gli entusiasmi quasi rimettendo in riga le consigliere del suo movimento.

Confronto sì, ma con i dovuti distinguo. «In Politica, le logiche di isolamento non hanno mai contribuito a portare risultati soddisfacenti, tutt'altro - spiega - oggi non possiamo sottrarci dal confronto serio, profondo e leale con le forze politiche che riconosciamo a noi simili. È necessario assumere una postura diversa nella conduzione dei confronti stessi, che possa condurre ad esprimere una coalizione che sia reale sintesi di politiche tra loro differenti. Senza questo spirito non esistono accordi che possano sostenere il peso del governo. Questo il piano generale che abbiamo necessità di trasporre anche a Latina nel dialogo tra LBC, PD e tutte le forze che si possono riconoscere nel definito ampio campo progressista. Mi auguro per questo che anche il PD, al quale certamente va riconosciuta totale dignità di interlocuzione politica, possa tornare su posizioni più dialoganti per uscire, quindi, da una logica che produrrebbe soltanto un infruttuoso e nocivo isolamento reciproco».

Giri si riferisce alle uscite di qualche giorno fa del segretario Moscardelli, supportate dalla stessa Zuliani, che chiarivano il «no» ad un'alleanza con Coletta. «Come LBC, la nostra disponibilità al confronto è totale senza prescindere, però, dal riconoscimento del metodo di governo e dalla leadership del Sindaco Coletta».

Intanto è la stessa Zuliani a chiarire meglio il suo pensiero proprio in replica al segretario provinciale dem Moscardelli. «Non ho mai inteso la politica come un campo di battaglia, piuttosto un campo dove lavorare insieme, progettare e realizzare. Non mi piacciono gli uomini soli al comando, quelli che credono di essere migliori degli altri e che quando ti parlano dicono: tu sbagli. In questi casi la coerenza con i propri valori è la lampada nella notte, che ti mostra la strada. Il documento firmato non è altro che la nostra dichiarazione di voler lavorare così. Mi rendo conto che non tutti sono interessati a conoscere cosa c'è dietro le scelte e cosa c'è dentro il cuore di chi sceglie: come in un raptus da episodio di Netflix vogliamo sapere chi vuole far fuori Coletta e chi lo vuole tenerlo in vita. Beh, dovete aspettare ancora qualche episodio perché questo finale non possiamo scriverlo noi oggi: nelle regole delle coalizioni esistono le primarie, posto che Coletta voglia farne parte. Non abbiamo la minima idea di chi saranno i candidati». «Sarete voi a scegliere il vostro candidato- spiega Zuliani - o la vostra candidata. E allora, avrete scritto voi l'ultimo episodio».