"Da più parti - e ieri dal Partito Democratico - c'è stata una risposta positiva al nostro appello per la costruzione di un campo largo che intenda opporsi al ritorno indietro della nostra città a tempi che l'hanno fatta regredire dal punto di vista sociale, culturale ed anche economico". Ad affermarlo sono le Sardine di Latina, a margine dell'apertura del Partito Democratico a Latina Bene Comune (e non solo) in vista delle prossime elezioni. Nello specifico, il partito ha dato l'ok alle primarie alle quali è invitato anche l'attuale sindaco Damiano Coletta.

"Il nostro non voleva essere un invito ad accordi tattici, costituiti da estenuanti trattative tra i vertici dei partiti progressisti - spiega il gruppo in una nota - ma un confronto vero, aperto, alla luce del sole e, soprattutto inclusivo, per i tanti e le tante che non vogliono consegnare Latina al sovranista di turno. Pur riconoscendo che i partiti tradizionali, ma anche la stessa Lista Civica che amministra la città, hanno vertici legittimi con i quali occorre confrontarsi, abbiamo sempre creduto che per costruire quel campo largo in grado offrire alla città la speranza di un futuro diverso, servisse un confronto pubblico capace di animare e accogliere le tante energie che pure esistono e che solo attraverso questo confronto possono trovare voce e occasioni per esprimersi".

"Un confronto al quale occorre partecipare senza pregiudiziali e senza esclusioni e che deve avere come pre-condizione quei valori di uguaglianza, pari opportunità, legalità e partecipazione civile che non possono che avere come obiettivo il contrasto alle campagne d'odio, all'insensibilità verso le emergenze ambientali, alle disuguaglianze crescenti - acuite oltretutto dalla crisi economica che l'emergenza sanitaria sta già provocando nella nostra comunità - al disprezzo verso i diritti civili. Ma queste sono, come dicevamo pre-condizioni. Per costruire questo 'campo largo' e questo confronto occorre un metodo pubblico e sincero. Non si può escludere, ad esempio, l'esperienza civica, rappresentata dal sindaco, che ha segnato una discontinuità nella storia della città e che ha ricevuto un eredità pesantissima dal malgoverno che ha dominato la scena politica di Latina negli ultimi vent'anni. Come non si può prescindere da quelle formazioni politiche con le quali si vuole dialogare a livello regionale e nazionale. Noi siamo disponibili a farci promotori per affermare, soprattutto, un metodo di confronto che includa, piuttosto che escludere, che unisca invece di dividere e che garantisca a tutti pari dignità. In fondo non si tratta solo di vincere le prossime elezioni amministrative, ma di convincere la nostra città che un'altra via è possibile e che è possibile opporsi al declino e alla rassegnazione".