"Il ministro Bonafede candidamente ammette che non ci sono fondi sufficienti per liquidare le spettanze agli avvocati che hanno espletato le difese di ufficio. Questo il senso della risposta pervenuta alla mia interrogazione in merito, dello scorso 21 aprile". Parole del senatore di Fratelli d'Italia, Nicola Calandrini, che in una nota riporta la risposta del ministro alle domande avanzate.

"Prendo atto che il Guardasigilli ha ammesso un problema, per altro chiaro a tutti, quello della mancanza di fondi, senza tuttavia ipotizzare soluzioni alternative - prosegue Calandrini - È rimasta infatti senza riscontro la mia richiesta di valutare la possibilità di inserire forme di "compensazione orizzontale" dei crediti già determinati dall'autorità giudiziaria per compensi da difese di ufficio non ancora corrisposti. Bonafede al contrario si è limitato a scaricare le responsabilità sul Ministero dell'Economia e delle Finanze che dovrà fornire fondi sufficienti a coprire il fabbisogno necessario ad erogare i compensi maturati e riconosciuti. Questo scarica-barile avviene a discapito degli avvocati che hanno svolto una importante funzione sociale come la difesa di ufficio. Tale mancanza da parte del Governo è ancora più grave nel contesto attuale che ha visto il blocco totale delle attività giudiziarie con ripercussioni sui fatturati dei professionisti. Con questa risposta, che non risolve niente, prendo atto, per l'ennesima volta, dell'incapacità di Bonafede di guidare un Ministero tanto delicato come quello della Giustizia".