Si dice che bisognerebbe imparare dagli errori per non ripeterli. Eppure il concetto non pare trovi spazio nelle menti di chi guida i partiti del centrodestra pontino. Le elezioni comunali che stanno per andare in scena in quel di Terracina e Fondi dimostrano che dagli errori del passato, dall'infantilismo dei personalismi, il centrodestra non si è ancora liberato.

Dai tempi di Fazzone e Zaccheo sono cambiati solo alcuni protagonisti, ma la storia è rimasta la medesima. Ai tempi d'oro della Casa delle Libertà o del Pdl, arrivavano i diktat da Roma che scavavano il solco tra i partiti e amplificavano le ruggini tra i protagonisti. Oggi non serve nemmeno questo, si fa tutto in provincia, si litiga nel comune e i vertici provinciali poco riescono a muovere per imporre una linea unitaria.

Il caso Terracina è emblematico. Dal 2016 a oggi siamo sempre allo stesso punto, una lite continua. Nessuno si preoccupa più di tanto dal momento che non ci sono dubbi sul fatto che le elezioni le vincerà un esponente del centrodestra, visto che Pd e sinistra stanno facendo di tutto per essere insignificanti per non parlare del Movimento 5 Stelle. A Terracina c'è uno scontro personale tra Nicola Procaccini e Francesco Zicchieri, che reciprocamente non possono vedersi. Entrambi sono certi di fare un risultato maiuscolo e la loro voglia di contarsi e mostrare i muscoli sta trascinando l'intera coalizione verso la divisione. In questo scenario servirebbero dei leader in grado di rimettere in riga sia l'eurodeputato di Fratelli d'Italia, sia il deputato della Lega. Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Nicola Calandrini un nuovo tentativo lo sta facendo.