«Ardea e Giacomo Manzù sono legati oltre misura. Quest'amministrazione ritiene di non dover concedere alcun consenso all'estumulazione della salma del maestro, anche perché finalizzata, come gli stessi eredi dichiarano, alla sua cremazione. Quella tomba, che continueremo a onorare, rappresenta il ricordo di un affetto che i cittadini di Ardea non vogliono e non vorranno dimenticare».

Si conclude così la comunicazione che il sindaco di Ardea ha inviato a Giulia e Mileto Manzoni, figli del maestro e di Inge Schabel, oltre che al Tar del Lazio e al ministero dell'Interno, esplicitando il suo diniego all'estumulazione della salma di Giacomo Manzù dal sepolcro che si trova nel giardino del museo di via Laurentina, con conseguente "no" anche alla cremazione dei resti e al loro trasferimento ad Aprilia, ossia nella casa di Colle Manzù, sede della fondazione dedicata al maestro stesso.

Ottemperando a quanto richiesto nelle scorse settimane dai giudici del Tar, Mario Savarese ha comunicato il "no" del Comune all'istanza presentata a maggio dell'anno scorso dagli eredi Manzoni: un "no" che è stato motivato in modo preciso.

«Ogni anno i cittadini di Ardea, e, fintanto che è stata in vita, la moglie Inge Schabel, si sono recati su quella tomba per rendere omaggio alle illustri spoglie nelle occasioni di ricorrenza della scomparsa e nel ricordo della sua nascita - ha scritto ancora il sindaco nella sua nota -. Giacomo Manzù, alla stregua di tanti altri illustri personaggi, artisti e non, di cui l'Italia intera si fregia, rappresenta per Ardea un simbolo importante della sua stessa storia che iniziò proprio negli stessi anni in cui il maestro decise di trascorre qui il resto della sua esistenza».

Ora, dunque, la "palla" passa di nuovo ai familiari: non è escluso che possano presentare un nuovo ricorso contro la decisione del sindaco.