L'intervento
17.11.2025 - 10:00
Arcangelo Palmacci
"E’ trascorso oltre un mese da quando il sindaco di Terracina, Francesco Giannetti, ha ritirato le deleghe agli assessori. Una scelta che svuota completamente di significato il ruolo stesso degli assessori, costretti a restare formalmente in carica ma privati di ogni funzione reale, esposti così a un’umiliazione istituzionale: percepire un’indennità senza poter svolgere il proprio lavoro non è solo un problema etico, ma anche una questione di dignità personale". A parlare è Arcangelo Palmacci, il segretario provinciale e locale di Azione che fa il punto della situazione politica in città soffermandosi sull’impasse e sul fatto che da risolvere non c’è solo la sorte degli assessori ma anche il funzionamento della macchina amministrativa. "Già in condizioni “normali” questa Giunta si era distinta per lentezza, disorganizzazione e scarsa incisività - osserva il referente del partito di Calenda -. Ora, a questa inefficienza politica cronica, si aggiunge un vuoto istituzionale ancora più preoccupante: un’Amministrazione comunale sospesa, settori comunali senza guida politica, dirigenti senza indirizzi chiari, decisioni rinviate o ferme. Insomma, piove sul bagnato. E giorno dopo giorno cresce la sfiducia nei cittadini, la percezione di una città abbandonata, senza governo, senza direzione".
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