In Commissione Urbanistica, presieduta da Roberto Belvisi, è entrata nella fase operativa, con la relazione degli uffici e dell'assessore Muzio, la delibera di Consiglio comunale n.10 del 27 febbraio 2026, che introduce linee di indirizzo e regole precise per le cosiddette compensazioni ambientali e territoriali a carico delle aziende che realizzano impianti energetici sul territorio. Il provvedimento stabilisce, per la prima volta in modo strutturato, modalità e procedure con cui le ditte proponenti dovranno riconoscere al Comune opere o contributi economici in cambio dell’installazione di impianti da fonti rinnovabili o sistemi di accumulo. Si tratta di interventi da definire durante l’iter autorizzativo, con la possibilità di concordare soluzioni “miste”: opere pubbliche, servizi o versamenti in fondi vincolati.
Durante la seduta sono state analizzate le prime dieci proposte di localizzazione, dalle quali derivano introiti complessivi fino a 5 milioni di euro. Risorse che, finora, l’ente non aveva mai richiesto in maniera sistematica. La possibilità di monetizzare le misure compensative esisteva già dal 2010 ma nessuno aveva dato questo indirizzo politico, poi ripreso dall'assessore Muzio e portato avanti proponendo alla commissione la delibera che contiene il regolamento votato in consiglio. Tra le ipotesi sul tavolo figurano interventi concreti sul territorio: impianti su edifici pubblici in via Zani, installazioni su scuole a Borgo Montello, la realizzazione di nuove aree verdi, un asse ciclabile su viale Le Corbusier, oltre all’acquisto di un pulmino elettrico e contributi destinati a capitoli di bilancio vincolati.
L’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio, insieme alla dirigente del Sue Patrizia Marchetto, ha spiegato che oggi finalmente al Comune può dotarsi di un metodo chiaro: le compensazioni partiranno dalle proposte dei privati e verranno negoziate nelle conferenze dei servizi, con l’obiettivo di ottenere ricadute concrete in termini di verde pubblico, efficientamento energetico e servizi. Un principio condiviso anche in Commissione è quello di mantenere gli interventi compensativi il più possibile nelle aree interessate dagli impianti, così da garantire benefici diretti ai territori coinvolti. Una linea sostenuta anche da consiglieri come Mario Faticoni.
Nel dibattito è emersa inoltre la richiesta, avanzata dal consigliere Peppino Coluzzi, di verificare – con il supporto dell’Avvocatura – la situazione degli impianti già realizzati e le eventuali compensazioni non ancora riconosciute. L’assessore ha chiarito che il passo successivo sarà la definizione di un piano più ampio da sottoporre alla Giunta, che deve approvare le singole convenzioni con le società proponenti.
In prospettiva l'avvio di questo iter segna un cambio di passo per l’amministrazione: da semplice autorizzatore di impianti a soggetto in grado di negoziare benefici concreti per la città, trasformando la transizione energetica in un’opportunità anche economica e urbana.