Quello che fino a poche settimane fa veniva raccontato come un semplice rallentamento tecnico si è ormai trasformato in uno scontro politico interno alla maggioranza di centrodestra al Comune di Latina. E lo strappo, alla luce delle ultime prese di posizione, appare tutt’altro che facilmente ricucibile.
All’indomani della dura nota dei Revisori dei conti del Comune, che ha messo nero su bianco presunti errori sostanziali nei bilanci di ABC, l’azienda speciale che gestisce il servizio rifiuti, arriva infatti una presa di posizione altrettanto netta da parte dell’assessore all’Ambiente Franco Addonizio (Noi Moderati). Un intervento che rompe gli equilibri e chiama direttamente in causa il settore finanziario dell’ente e l’assessore di riferimento.
“Per quanto il mio assessorato e gli uffici dell’Ambiente si siano battuti in questi anni per far funzionare ABC, la realtà va detta con chiarezza: l’azienda è ferma perché priva degli atti fondamentali di gestione non approvati dal settore finanziario”, afferma Addonizio senza giri di parole. E aggiunge: “Quando succede è ormai palese e non è una scelta politica dell’assessorato Ambiente. Ma il fatto è questo e la città ne è penalizzata”.
Parole che segnano un punto di non ritorno nello scontro interno alla maggioranza, perché attribuiscono esplicitamente la paralisi dell’azienda non a carenze gestionali di ABC, ma allo stallo politico-amministrativo che si consuma all’interno di Palazzo.
L’assessore all’Ambiente interviene così sul blocco che da mesi impedisce all’azienda speciale di operare pienamente, respingendo l’idea che ABC possa continuare a essere terreno di battaglia politica. “ABC è un’azienda che deve potere lavorare e non può essere un terreno di continuo confronto politico, né con l’Amministrazione passata né tantomeno interno al centrodestra”, sottolinea. “Come tutte le aziende ha tempi, regole e responsabilità, anche verso i propri dipendenti, che non possono essere piegate a logiche che nulla hanno a che vedere con il servizio ai cittadini”.
Il nodo centrale resta quello dei bilanci non approvati, che impediscono all’azienda di programmare e di avviare il nuovo piano industriale. “Lo stallo sui bilanci impedisce ad ABC di programmare e di partire con il nuovo piano aziendale, già pronto, che consentirebbe di intervenire su problemi concreti e quotidiani”, spiega Addonizio, citando senza mezzi termini le criticità più evidenti: “una raccolta differenziata che oggi non funziona come dovrebbe e una situazione di degrado che rende indispensabile una pulizia straordinaria della città”.
Senza bilanci, ribadisce l’assessore, “l’azienda non può assumere decisioni, non può investire, non può migliorare il servizio”.
In questo quadro, Addonizio prende apertamente le parti dei vertici aziendali, esprimendo “piena solidarietà e fiducia” nei confronti dei Revisori dei conti di ABC, del Consiglio di Amministrazione e del Direttore generale, sottolineando come abbiano sempre operato “nel rispetto delle normative, dello statuto aziendale e delle prerogative loro attribuite”.
Non manca, però, una critica al metodo con cui il confronto è stato portato avanti. “Proprio per questo desta perplessità che il confronto su questioni così delicate avvenga attraverso dichiarazioni pubbliche o comunicazioni informali, al di fuori delle sedi istituzionalmente deputate”, osserva l’assessore, richiamando al ruolo di garanzia che dovrebbe essere esercitato “con equilibrio, riservatezza e rispetto dei canali corretti”.
Il rischio, avverte Addonizio, è che ABC, patrimonio del Comune e dei cittadini, venga “svuotata” e ridotta a una struttura bloccata, incapace di rispondere alle esigenze della città.
La conclusione è un atto politico vero e proprio, che chiama in causa direttamente le responsabilità della maggioranza. “Ho il dovere di difendere il servizio e l’interesse della città e continuerò a battermi affinché ABC sia messa nelle condizioni di operare”, afferma. “Ogni ulteriore rinvio non è neutro, è una decisione politica che pesa direttamente sulla città”.
E infine l’affondo che rende evidente quanto lo scontro sia ormai aperto: “Ogni giorno di stallo è una responsabilità precisa e, arrivati a questo punto, qualcuno dovrà farsene carico”.
Un messaggio chiaro, che suona come un avvertimento agli alleati e certifica come la crisi di ABC non sia più solo amministrativa, ma profondamente politica.