Capitale italiana del Mare 2026
21.01.2026 - 10:45
Francesco Rocca
Un appello alla collaborazione istituzionale e alla costruzione di una visione condivisa del mare come risorsa strategica per il Paese. È questo il senso dell’intervento congiunto del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e dell’assessore al Bilancio, alla Programmazione economica e all’Agricoltura, Giancarlo Righini, in merito alla corsa per il titolo di Capitale italiana del Mare 2026.
«Desideriamo rivolgere un appello alle altre città candidate al titolo di Capitale italiana del Mare 2026 affinché valutino il ritiro delle proprie candidature e la convergenza unitaria a sostegno di Gaeta», dichiarano Rocca e Righini, sottolineando la necessità di superare «dannose logiche competitive» che rischiano di indebolire l’impianto complessivo della proposta.
Secondo i rappresentanti della Giunta regionale, questa fase richiede un cambio di passo: «Riteniamo che sia fondamentale adottare un approccio di sistema, capace di rafforzare il progetto complessivo e di offrire una candidatura più solida, credibile e rappresentativa». Un approccio che guardi non al singolo territorio, ma a un disegno più ampio, in grado di valorizzare l’intero sistema costiero del Lazio.
Nel loro intervento, Rocca e Righini indicano Gaeta come sintesi virtuosa del rapporto tra territorio e mare. «Gaeta incarna in modo esemplare il rapporto storico, culturale ed economico con il mare», affermano, richiamando una vocazione che unisce tradizione portuale, tutela ambientale, sviluppo sostenibile ed economia blu. Elementi che, secondo la Regione, rendono la città «idonea a rappresentare un modello nazionale».
La candidatura di Gaeta, spiegano ancora, non sarebbe un punto di arrivo ma uno strumento di valorizzazione collettiva: «Sostenere una candidatura condivisa significa dare forza a una visione comune al sistema regionale, in grado di generare benefici diffusi e di valorizzare l’intero sistema costiero laziale».
Un messaggio che richiama esplicitamente il valore simbolico e concreto del mare come fattore di coesione. «Il mare è un patrimonio che unisce e non divide», concludono Rocca e Righini, ribadendo lo spirito dell’iniziativa. «È con questo spirito di collaborazione e di responsabilità istituzionale che invitiamo tutti a fare squadra per costruire insieme un progetto forte per l’Italia».
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