Il fatto
21.01.2026 - 11:30
Il segretario provinciale del Partito Democratico, Sarrubbo
La polemica interna al Partito Democratico di Latina sul futuro di ABC non accenna a spegnersi. Dopo l’affondo della vicesegretaria regionale Valeria Campagna, che aveva bollato come «solitaria» e dannosa per il partito la posizione dell’ex senatore Claudio Moscardelli, ora è il segretario provinciale Omar Sarubbo a intervenire per rimettere ordine e ricomporre una frattura che rischia di allargarsi. Chiamato in causa direttamente da Campagna e interpellato da Latina Oggi, Sarubbo sceglie un registro meno muscolare e più istituzionale. Il suo intervento si apre con il tentativo di archiviare il “caso”, rivendicando una linea chiara e condivisa. Una scelta obbligata di fronte all’intervento di Campagna che a fronte del suo ruolo regionale, che imporrebbe più cautela, rappresenta invece la minoranza nel circolo di Latina. La posizione del partito su Abc va ribadita, ma va anche riportato l’equilibrio laddove gli individualismi rischiano di indebolire il partito. Dopo un confronto “diretto e breve” con il segretario cittadino Marco Cepollaro, Sarubbo ribadisce che «la posizione del Partito su ABC non è cambiata e coincide con quella del Gruppo consiliare». «Per me il caso è chiuso, anzi non è mai esistito», scrive il segretario provinciale, lasciando però aperta la porta a un direttivo qualora servisse «affinare e unificare il giudizio politico». Nel merito della gestione dei rifiuti, Sarubbo ricostruisce le scelte del passato e ridimensiona l’accusa di ideologismo. Nel 2015, ricorda, il Pd guardò alla gara europea per superare il disastro di Latina Ambiente, «naufragata con un buco di bilancio di 30 milioni», quando affidare l’in house appariva impraticabile. Oggi, però, il giudizio su ABC è diverso: pur senza negare criticità, il segretario provinciale parla di un «salto di qualità oggettivo» rispetto al passato. «La gestione diretta, quando possibile - spiega - resti la strada preferibile. L’affidamento a privati può presentare delle utilità, ma rischia di rivelarsi dannoso senza adeguate clausole di salvaguardia. Ancor più insidioso è lo scenario di una società mista. Il caso Acqualatina è emblematico: una partecipazione privata del 49% permette al socio industriale, con la complicità di un solo Comune, di annichilire il controllo pubblico appropriandosi dei processi decisionali. Un cortocircuito democratico inaccettabile». E ancora: «Il mio quartiere era una discarica a cielo aperto - spiega - adesso, grazie alla raccolta differenziata “porta a porta”, la zona è più pulita e il servizio ordinato. Sarebbe ipocrita non ringraziare l’amministrazione Coletta per questo, così come è onesto ricordare che l’avvio della differenziata nei borghi fu precedente opera delle amministrazioni di centrodestra». Oggi secondo Sarubbo, ABC sarebbe stata lasciata sola da una maggioranza che ha frenato sull’estensione del porta a porta e non ha contrastato l’evasione, mentre il degrado urbano viene attribuito «all’inerzia amministrativa, non alla gestione operativa o all’impegno dei lavoratori». Il punto, ribadisce, non è «chiudere ABC», ma »difenderne il valore e stimolarne il miglioramento». In chiusura Sarubbo affronta il nodo interno al Pd. Il segretario rivendica il pluralismo come cifra del partito, ma allo stesso tempo marca il confine della linea maggioritaria, senza censure e con il dialogo: «In un partito plurale ogni iscritto è libero di esprimersi», scrive e aggiunge: «Viviamo in una provincia agli ultimi posti per qualità della vita e il nostro compito è restituire dignità, legalità e servizi a questa terra». «Come Segretario mi accade di non condividere forma, opportunità o sostanza di certe dichiarazioni divergenti dalla linea maggioritaria (di Moscardelli come di qualsiasi altro aderente) - conclude Sarubbo - ma non appartiene alla mia cultura la pratica della censura. Semmai, quella del dialogo». Un messaggio che prova a raffreddare gli animi, ma che conferma quanto il tema ABC sia diventato un terreno sensibile, per la città e, trasversalmente, per i partiti. La polemica, almeno formalmente, viene archiviata. Ma la sensazione è che sotto la cenere il confronto resti aperto.
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