Attualità
02.02.2026 - 18:03
«Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti da questa Amministrazione sul piano del rispetto delle istituzioni, delle regole e delle prerogative dei consiglieri comunali».
Ciolfi denuncia che i suoi due Question Time — sulle Terme di Fogliano e sull’incarico di consulente gratuito della sindaca Celentano — «sono stati rinviati per mesi» e che «le risposte fornite oggi sono state parziali e insoddisfacenti».
Sull’incarico al consulente legale avv. Giacomo Mignano, ha evidenziato «un vuoto temporale di estrema rilevanza» sulle dimissioni e la mancata pubblicazione degli obblighi previsti dalla legge, oltre all’assenza delle dichiarazioni sui conflitti di interesse.
Riguardo alla revoca della concessione delle Terme di Fogliano, la consigliera parla di «inerzia conclamata del Comune» che avrebbe portato «alla perdita dei vincoli minerari su 70 ettari fronte mare», aprendo il rischio di speculazione edilizia. Ha inoltre accusato l’amministrazione di aver «esautorato il Consiglio comunale, che non è mai stato chiamato a esprimersi nonostante l’impegno formale assunto con la Regione».
Ciolfi conclude sottolineando che «il Question Time di oggi fotografa un’Amministrazione che raschia il fondo: incapace di garantire regole, risposte e rispetto delle istituzioni», aggiungendo che ciò che è accaduto «non è una mancanza di rispetto verso una consigliera, ma una presa in giro dei cittadini di Latina, privati di trasparenza, controllo democratico e verità».
Sulla stessa linea, Nazzareno Ranaldi (PerLatina2032) ha parlato di «fallimento di una classe politica nel realizzare un’idea di sviluppo economico», ricordando che «la storia delle Terme di Fogliano è una ferita aperta per tutta la comunità». Il consigliere ha ripercorso la vicenda, dal definitivo fallimento della società Terme di Fogliano S.p.A., decretato dalla Cassazione nel novembre 2025, fino alla revoca della concessione mineraria da parte della Regione Lazio «per le mancate risposte e l’inerzia dell’Amministrazione Celentano».
«Cosa vuole fare il Comune – ha chiesto Ranaldi – mettere sul mercato l’area delle Terme o finalmente svolgere un ruolo attivo, creando un gruppo di lavoro tecnico-politico che individui una soluzione?».
Ricostruendo i passaggi degli ultimi anni, Ranaldi ha ricordato che il Comune «non ha mai trasmesso la documentazione richiesta, né ha partecipato ai sopralluoghi convocati dalla Regione, portando alla perdita della concessione». Ha sottolineato che «nel 2024 la Giunta aveva chiesto una proroga di 90 giorni per portare la questione in Consiglio comunale, impegno poi mai rispettato».
Nel ricostruire anche i decenni precedenti, Ranaldi ha ricordato gli investimenti e gli errori che hanno accompagnato il progetto termale, sottolineando come «negli anni si sia perso anche un finanziamento regionale da 19 miliardi di lire a causa di comportamenti opachi e mancanza di trasparenza».
Il consigliere ha concluso chiedendo «un Consiglio comunale dedicato al tema» perché «i cittadini hanno diritto di sapere cosa è successo in questi settant’anni e quale sarà il destino di quell’area strategica per il territorio».
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