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Terme di Fogliano, il question time scatena le polemiche

Scade la concessione, Nasti annuncia un nuovo dialogo con la Regione, ma le opposizioni insorgono: "Comune immobile"

Terme di Fogliano, il question time scatena le polemiche
L’assessore al Patrimonio Ada Nasti ha risposto alle interrogazioni sulla concessione mineraria delle Terme di Fogliano, presentate dai consiglieri Maria Grazia Ciolfi e Nazzareno Ranaldi, ripercorrendo le criticità e annunciando l’apertura di un tavolo di lavoro con la Regione Lazio per verificarne la possibilità di recupero.
 
“Insieme alla dirigente Alessandra Pacifico – afferma l’assessore Nasti - e agli uffici ho più volte incontrato i responsabili del Dipartimento regionale ciclo dei rifiuti, area attività estrattive, per affrontare l’annosa vicenda della concessione mineraria delle Terme di Fogliano. In più occasioni la Regione Lazio ha ribadito l’inattività del sito per circa 30 anni, nonché la necessità di una lunga serie di atti indispensabili per il rinnovo. Tra i documenti richiesti una documentazione che specifichi le motivazioni per cui il Comune di Latina non ha mai avviato lo sfruttamento della risorsa mineraria, una relazione geologica e idrogeologica aggiornata con esatta ubicazione dei punti di prelievo con l’individuazione delle zone di protezione, una tavoletta topografica in scala 1/25.000 con riportati i limiti dell’area richiesta, le mappe catastali con delimitazione dell’area ed elenco dei proprietari aggiornato, le analisi chimico-fisiche e batteriologiche delle acque e soprattutto un programma dei lavori di coltivazione del giacimento con tutti gli elaborati grafici e una relazione tecnico-finanziaria da cui risultino gli importi di spesa, i mezzi di finanziamento e i tempi per l’attuazione del programma. Atti concreti e non solo semplice volontà dell’amministrazione a procedere in tale direzione, che pure non è mai venuta meno. E’ bene evidenziare – continua l’assessore – che in trent’anni la sola attività posta in essere è stata l’affidamento dell’incarico del direttore minerario e la liquidazione annuale dell’importo dovuto per la concessione mineraria. Un’inattività che non ha consentito la giusta valorizzazione del sito e che ha costretto il Comune, oggi, a non poter ottemperare alle richieste della Regione Lazio per la loro gravosità non solo in termini fattuali, ma anche per le ingenti risorse economiche necessarie. Come sottolineato anche dalla determina regionale di revoca del vincolo minerario, in trent’anni il Comune di Latina non si è mai attivato per la valorizzazione dell’area, né per l’esercizio della concessione che è rimasta inattiva fino all’odierno stato dei fatti”.
 
L’assessore Nasti, nel chiarire le motivazioni del sollevamento del vincolo, ha rappresentato, tuttavia, la possibilità di riattivare la concessione, dando seguito alle molteplici richieste formulate dalla Regione Lazio. “Verrà attivato – ha concluso - un tavolo di lavoro con l’ente regionale per verificare la possibilità di porre in essere azioni per il recupero della concessione, anche alla luce dell’intervenuto fallimento della società Terme di Fogliano e della conseguente perdita della proprietà delle particelle su cui insistono i pozzi minerari, elaborare eventuali progetti di coltivazione del giacimento e reperire le risorse necessarie”.
Secche le repliche dell'opposizione, in primis del Movimento 5 Stelle nella nota di Maria Grazie Ciolfi: 

«Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale rappresenta uno dei punti più bassi mai raggiunti da questa Amministrazione sul piano del rispetto delle istituzioni, delle regole e delle prerogative dei consiglieri comunali».

Ciolfi denuncia che i suoi due Question Time — sulle Terme di Fogliano e sull’incarico di consulente gratuito della sindaca Celentano — «sono stati rinviati per mesi» e che «le risposte fornite oggi sono state parziali e insoddisfacenti».

Sull’incarico al consulente legale avv. Giacomo Mignano, ha evidenziato «un vuoto temporale di estrema rilevanza» sulle dimissioni e la mancata pubblicazione degli obblighi previsti dalla legge, oltre all’assenza delle dichiarazioni sui conflitti di interesse.

Riguardo alla revoca della concessione delle Terme di Fogliano, la consigliera parla di «inerzia conclamata del Comune» che avrebbe portato «alla perdita dei vincoli minerari su 70 ettari fronte mare», aprendo il rischio di speculazione edilizia. Ha inoltre accusato l’amministrazione di aver «esautorato il Consiglio comunale, che non è mai stato chiamato a esprimersi nonostante l’impegno formale assunto con la Regione».

Ciolfi conclude sottolineando che «il Question Time di oggi fotografa un’Amministrazione che raschia il fondo: incapace di garantire regole, risposte e rispetto delle istituzioni», aggiungendo che ciò che è accaduto «non è una mancanza di rispetto verso una consigliera, ma una presa in giro dei cittadini di Latina, privati di trasparenza, controllo democratico e verità».

Sulla stessa linea, Nazzareno Ranaldi (PerLatina2032) ha parlato di «fallimento di una classe politica nel realizzare un’idea di sviluppo economico», ricordando che «la storia delle Terme di Fogliano è una ferita aperta per tutta la comunità». Il consigliere ha ripercorso la vicenda, dal definitivo fallimento della società Terme di Fogliano S.p.A., decretato dalla Cassazione nel novembre 2025, fino alla revoca della concessione mineraria da parte della Regione Lazio «per le mancate risposte e l’inerzia dell’Amministrazione Celentano».

«Cosa vuole fare il Comune – ha chiesto Ranaldi – mettere sul mercato l’area delle Terme o finalmente svolgere un ruolo attivo, creando un gruppo di lavoro tecnico-politico che individui una soluzione?».

Ricostruendo i passaggi degli ultimi anni, Ranaldi ha ricordato che il Comune «non ha mai trasmesso la documentazione richiesta, né ha partecipato ai sopralluoghi convocati dalla Regione, portando alla perdita della concessione». Ha sottolineato che «nel 2024 la Giunta aveva chiesto una proroga di 90 giorni per portare la questione in Consiglio comunale, impegno poi mai rispettato».

Nel ricostruire anche i decenni precedenti, Ranaldi ha ricordato gli investimenti e gli errori che hanno accompagnato il progetto termale, sottolineando come «negli anni si sia perso anche un finanziamento regionale da 19 miliardi di lire a causa di comportamenti opachi e mancanza di trasparenza».

Il consigliere ha concluso chiedendo «un Consiglio comunale dedicato al tema» perché «i cittadini hanno diritto di sapere cosa è successo in questi settant’anni e quale sarà il destino di quell’area strategica per il territorio».

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