Bilanci mai arrivati in Consiglio comunale, revisori impossibilitati a esprimere pareri e un’azienda di fatto bloccata nella sua operatività. È questo il quadro emerso con chiarezza dalla Commissione Trasparenza del Comune di Latina, guidata da Maria Grazia Ciolfi, che ha messo sotto la lente la gestione contabile dell’Azienda speciale ABC. Al centro dell’audizione, il mancato esame in aula dei bilanci previsionali 2025 e 2026, del rendiconto 2024 modificato e il ritardo sul bilancio consolidato 2024 del Comune.
Una situazione che, dopo tre anni di amministrazione Celentano, continua a ruotare attorno allo stesso nodo irrisolto: l’assenza di un piano industriale aggiornato, per i ritardi accumulati per ricostruire lo stato dell’azienda e riannodare i fili complessi della gestione dei rifiuti, e senza il quale l’iter dei bilanci resta fermo. Nonostante ciò, in chiusura di Commissione è emersa anche una possibile via d’uscita per il previsionale 2026-2027-2028: procedere con l’adeguamento del piano programma 2019 allineato alla situazione odierna per costi e servizio nelle more dell’approvazione del nuovo piano industriale, che non ha ancora tempi certi. Nel corso della seduta è emerso con chiarezza che i revisori di ABC, presenti Massimiliano Roccato e Roberta Carpentiero e assente per impegni pregressi i vertici dell'azienda, non possono esprimere parere favorevole sui bilanci a causa della mancata approvazione degli atti fondamentali per la piena operatività dell’azienda, primo fra tutti il piano industriale.
La ricostruzione di Nasti
A ripercorrere la vicenda è stata l’assessore al Bilancio, Ada Nasti. Il bilancio di previsione 2025 di ABC viene trasmesso al Comune il 27 marzo 2025, ma privo di alcuni allegati fondamentali, tra cui il budget triennale, arrivato solo a fine aprile. Nella proposta di delibera di amggio manca il parere favorevole dei revisori dei conti di ABC che rilevano che la documentazione non è coerente con il piano industriale vigente, quello del 2019. Anche i tecnici comunali segnalano l’assenza del piano industriale, pur esprimendo un parere favorevole con riserva, subordinato all’approvazione del piano entro la scadenza del Pef. Di fronte a questa situazione, il 20 maggio l’assessore Nasti chiede il ritiro della proposta di delibera: «Non si poteva procedere all’approvazione di un bilancio – spiega - gravato da riserve così rilevanti e senza il piano industriale». Anche il controllo analogo rileva l’impossibilità di dare seguito alla delibera e il 6 ottobre 2025 il dirigente delle Partecipate Vicaro, segnala che il bilancio previsionale 2025-2027 di ABC non è allineato ad altri atti dell’ente, in particolare alla modifica dell’articolo 8 del contratto di servizio, approvata il 31 luglio con atto unilaterale del Comune. Nel bilancio ABC sono iscritti ricavi per 17,447 milioni di euro – spiega Nasti - mentre per il Comune il valore dei servizi è pari a 17,083 milioni. Da qui la richiesta di una rettifica. Il bilancio modificato arriva il 19 dicembre, ma il 24 dicembre i revisori dei conti di ABC ribadiscono l’impossibilità di esprimere un parere: anche questa volta, i documenti non risultano coerenti con il piano industriale vigente.
La posizione dei revisori di ABC
Carpentiero ha chiarito che la riduzione dei corrispettivi decisa nel luglio 2024 richiedeva una serie di atti propedeutici e una modifica formale del contratto di servizio tra Comune e azienda. Fino alla firma dell’addendum, avvenuta solo a dicembre 2025, ABC non poteva legalmente recepire quella riduzione nei propri bilanci. I revisori hanno spiegato che, pur avendo espresso parere favorevole sul rendiconto 2024 (seppur con riserve), non era stato possibile attestare la continuità aziendale per la mancanza degli atti fondamentali: bilanci previsionali approvati e piano industriale. «L’azienda ha operato nel rispetto della legge e dello Statuto», ha sottolineato. Roccato ha aggiunto che il bilancio previsionale approvato a esercizio ormai concluso è stato costruito di fatto come un consuntivo. Un iter amministrativo complesso, avviato già nel 2024, che si è potuto chiudere solo con la revisione contrattuale intervenuta nel 2025. Nasti ha rimarcato come il piano industriale del 2019 sia ormai superato nei fatti: prevedeva 206 addetti, 16 milioni di euro di costi e l’avvio del porta a porta al centro città. Oggi ABC conta circa 240 dipendenti, un costo di 17 milioni con la Pap mai partita. Già nel 2022 la stessa azienda aveva segnalato l’impossibilità di reggere il servizio con quelle risorse, chiedendo un fabbisogno di circa 22 milioni. Da qui il cortocircuito: i bilanci vengono aggiornati sulla base del contratto e delle scelte dell’ente, ma risultano inevitabilmente non conformi a un piano industriale che fotografa una realtà non più attuale con dati sottostimati.
Come uscire dall’empasse
La presidente Ciolfi, ha posto la domanda chiave: come si può arrivare all’approvazione dei bilanci? Per Carpentiero, senza un piano industriale l’azienda resta “inchiodata”: niente investimenti, niente assunzioni, niente lavori straordinari. Una situazione che rischia di ripercuotersi direttamente sulla qualità dei servizi alla città. Il dirigente all’Ambiente Gian Pietro De Biaggio ha indicato una possibile via d’uscita tecnica: distinguere la fase transitoria dal nuovo assetto definitivo. Lo Statuto prevede che il bilancio di previsione sia corredato da un aggiornamento del piano programma. Per il 2026, ABC dovrebbe presentare un bilancio previsionale accompagnato da un aggiornamento del piano programma 2019, allineato alla situazione di oggi, in attesa del vero e proprio piano industriale legato al progetto approvato dal Consiglio. In conclusione, dalla Commissione emerge la lettura che la crisi dei bilanci non nasce da un singolo atto, ma dal mancato allineamento tra piano industriale 2019, contratto di servizio del 2021 e successive modifiche operate dal Comune. La “rivoluzione” definitiva arriverà solo quando ABC presenterà un piano industriale coerente con il nuovo progetto. Fino ad allora, il rischio è quello di continuare a navigare tra pareri con riserva, atti provvisori e un’azienda costretta a operare in regime di incertezza.