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Il pasticcio da risolvere

Rifiuti e conti in sospeso, rebus ABC dopo le dimissioni

Bilanci, Pef e contratto: le scelte che attendono il Comune dopo l’addio di Nasti

Rifiuti e conti in sospeso, rebus ABC dopo le dimissioni

Dopo le dimissioni dell’assessora al Bilancio Ada Nasti, per il sindaco Matilde Celentano sono questi i giorni delle riflessioni e delle scelte. Ma prima ancora è il giorno delle domande. Perché l’uscita di scena di Nasti non arriva all’improvviso: è l’epilogo di uno scontro che in Comune covava da almeno un anno. Al centro, ancora una volta, c’è ABC Latina, l’azienda speciale che gestisce il servizio rifiuti. Intorno ai suoi bilanci si è consumato un braccio di ferro prolungato tra il servizio finanziario e l’assessorato all’Ambiente, tra richieste di rigore contabile e necessità di garantire continuità operativa. Un confronto che con il tempo si è trasformato in una contrapposizione sempre più netta, fino a diventare un vero nodo politico per la maggioranza. La linea prudenziale adottata dall’assessora sui conti di ABC, inizialmente accolta come garanzia di trasparenza e solidità, è stata progressivamente percepita come un freno. La difficoltà di approvare i bilanci, il susseguirsi di rilievi e richieste di approfondimento, il timore di forzature tecniche: elementi che hanno finito per irrigidire le posizioni. E mentre il confronto si incancreniva, la sensazione di isolamento attorno all’assessora cresceva. Il risultato è una frattura che ora impone alla sindaca Celentano di ridefinire gli equilibri in giunta e, soprattutto, di sciogliere il nodo ABC.

Oggi il test del Cda
 Perché oggi il Consiglio di amministrazione dell’azienda sarà chiamato a esaminare il bilancio previsionale 2026-2028, un passaggio che assume un peso ancora più rilevante alla luce delle tensioni degli ultimi mesi. L’azienda arriva da tre esercizi – 2023, 2024 e 2025 – non approvati. Questo sarebbe il quarto documento contabile consecutivo senza ancora un via libera formale: una situazione che, se non superata, rischia di comprimere ulteriormente la capacità operativa della società. Nel 2024 il bilancio consuntivo era stato rimodulato a seguito delle indicazioni del consiglio comunale  ed è in attesa di approvazione. Invece il bilancio 2025 avendo generato un attivo di 500mila euro in una prima fase in conformità al contratto vigente, era poi stato rimodulato a dicembre dopo la delibera sulla modifica dell’articolo 8 dello Statuto approvato in consiglio e, visti i tempi tecnici stretti, ancora è in fase di approvazione. Nel nuovo quadro del triennale si parla di un importo contrattuale attorno ai 17 milioni di euro, comprensivi degli adeguamenti. Sono inoltre previste opere di pulizia straordinaria con somme aggiuntive – circa 130 mila euro – inserite come emendamento dalla maggioranza di centrodestra nell’ultimo bilancio di fine anno.
I passaggi mancanti

Una volta approvato il bilancio dall’azienda il percorso prevede che ABC trasmetta il Pef “grezzo”, elaborato dall’azienda, mentre il Comune completerà il quadro economico con i propri costi. L’obiettivo, dicono da Piazza del Popolo, è approvare Pef e bilancio in Consiglio comunale entro la primavera, indicativamente entro fine marzo. Un passaggio necessario per consentire all’azienda di operare con stabilità, avviare il nuovo piano industriale – con relativa asseverazione – e procedere alla sottoscrizione del nuovo contratto di servizio, in un iter che potrebbe estendersi fino a metà 2027. Nel frattempo, i dipendenti di Abc continuano a garantire i servizi in città sulla scorta del vecchio contratto aggiornato  e in attesa che i bilanci sblocchino anche la situazione operativa per mezzi e risorse. Questo mentre l’abbandono dei rifiuti resta una criticità evidente e costante in tutta la città: si prova a intervenire, ma senza strumenti pienamente operativi il margine di manovra resta limitato.
Le dimissioni di Nasti rappresentano così il punto di caduta di una tensione lunga mesi. La sindaca aveva creduto nel suo profilo tecnico e nella capacità di imprimere rigore ai conti. Tuttavia, nel tempo, è emersa una distanza tra l’impostazione prudenziale adottata e l’esigenza politica di indicare una soluzione condivisa e praticabile. Il nodo non è la competenza, mai messa in discussione, ma la difficoltà di trasformare le criticità evidenziate in un percorso capace di tenere insieme vincoli finanziari e sostenibilità politica. Ora la partita torna interamente nelle mani del sindaco: trovare una sintesi che consenta di approvare i bilanci, evitare un rialzo ulteriore delle bollette Tari e restituire stabilità ad ABC e non è solo una questione tecnica, ma il banco di prova della tenuta amministrativa della ma

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