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Il caso

Referendum, bufera sulla "lezione" di De Magistris al Galilei-Sani: dirigente convocata

L’ex sindaco di Napoli ospite a un convegno in un istituto superiore di Latina. Le sue posizioni per il No al referendum scatenano reazioni politiche e l’intervento del ministero

Luigi De Magistris

Luigi De Magistris

Un incontro pubblico ospitato in una scuola superiore di Latina si è trasformato in poche ore in un caso politico nazionale. Protagonista della vicenda è Luigi de Magistris, ex sindaco di Napoli ed ex magistrato, intervenuto nei giorni scorsi all’Istituto Galilei-Sani per un convegno rivolto agli studenti. Durante l’iniziativa, secondo quanto ricostruito, de Magistris avrebbe espresso valutazioni e posizioni riconducibili alla campagna per il No al referendum sulla giustizia, innescando una forte polemica.

La questione non riguarda tanto la presenza dell’ex primo cittadino partenopeo in un contesto scolastico, quanto il profilo politico dell’intervento e il rispetto della par condicio in un luogo deputato alla formazione. Proprio su questo punto si è concentrata la reazione della Lega, che rivendica di essersi mossa per prima per chiedere verifiche formali sull’accaduto.

A intervenire è stata la deputata pontina della Lega Giovanna Miele, capogruppo in commissione Cultura, Scienza e Istruzione, che ha chiarito come il partito abbia informato con urgenza il Provveditorato agli studi. «La dirigente scolastica è già stata contattata e convocata – ha spiegato – e sarà lei a chiarire cosa sia successo e come mai si sia svolto un evento del genere coinvolgendo solo una delle parti in causa». Miele ha sottolineato l’importanza del rispetto dei ruoli e della credibilità della scuola, criticando chi, a suo dire, avrebbe strumentalizzato la vicenda per visibilità politica.

Nel giro di poche ore è arrivata anche la presa di posizione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha usato parole nette. «Chiunque dovesse alterare la par condicio lo fa a suo rischio e pericolo – ha dichiarato – e incorre in sanzioni disciplinari». Il ministro ha confermato che il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Latina è già intervenuto convocando il dirigente dell’istituto, ribadendo che nelle scuole non possono essere organizzati eventi a favore del Sì o del No senza garantire il contraddittorio.

La vicenda ha così aperto un fronte delicato sul rapporto tra scuola, dibattito pubblico e campagna referendaria. Da un lato il valore educativo del confronto su temi istituzionali, dall’altro il principio di neutralità che deve caratterizzare gli spazi scolastici, soprattutto in una fase sensibile come quella che precede il voto. Ora saranno le verifiche amministrative a chiarire se e come siano state rispettate le regole, mentre il caso continua ad alimentare il dibattito politico anche oltre i confini pontini.

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