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Europa, identità e radici cristiane: Procaccini e Crociata al centro del confronto Ecr

A Viterbo la conferenza dei Conservatori europei con oltre venti eurodeputati. Il copresidente del gruppo Ecr attacca Bruxelles: «Errore cancellare le radici cristiane». Il presidente della Comece: «L’Europa non sarebbe nata senza il contributo del cristianesimo».

Europa, identità e radici cristiane: Procaccini e Crociata al centro del confronto Ecr

Un confronto sul futuro dell’Europa che parte dalle sue radici culturali e spirituali. È questo il filo conduttore della conferenza “Tra pietra e spirito: valori, radici e tradizioni nel rilancio della competitività e della coesione dell’Europa”, organizzata a Viterbo nell’ambito della tre giorni di incontri della delegazione del gruppo Ecr al Parlamento europeo.

All’appuntamento hanno partecipato oltre venti eurodeputati conservatori provenienti da diversi Paesi europei. Al centro del dibattito il rapporto tra identità europea, tradizioni culturali e sviluppo economico, con l’obiettivo di rilanciare competitività e coesione territoriale in un momento segnato da profonde sfide geopolitiche, economiche e sociali.

Tra gli interventi più netti quello di Nicola Procaccini, copresidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, che ha riportato il tema delle radici cristiane al centro del dibattito politico europeo. Secondo l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, l’Unione avrebbe compiuto un errore storico nel non riconoscere esplicitamente il ruolo del cristianesimo nella costruzione dell’identità europea.

«È stato un grave errore della Ue non aver inserito le radici cristiane nella Costituzione europea», ha dichiarato Procaccini, sottolineando come i Conservatori intendano orientare le scelte politiche partendo proprio dal quadro valoriale che accomuna i popoli europei. Per il copresidente Ecr, infatti, l’Europa ha nella tradizione cristiana un elemento fondativo condiviso, capace di unire culture e nazioni diverse.

Procaccini ha anche criticato alcune politiche europee degli ultimi anni, in particolare sul fronte ambientale. «Bruxelles ha tradito il rapporto tra esseri umani e natura – ha affermato – quando una parte della politica ha trasformato l’ambientalismo in una sorta di surroga del socialismo».

A rafforzare la riflessione sul ruolo del cristianesimo nella storia europea è stato anche l’intervento di monsignor Mariano Crociata, presidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece). Nel suo contributo Crociata ha ricordato come il progetto europeo sia nato all’interno di un contesto culturale profondamente segnato dal pensiero cristiano.

«Non è immaginabile che potesse nascere un’Europa senza l’apporto decisivo del cristianesimo», ha spiegato. Secondo il presidente della Comece, la stessa idea di Unione Europea affonda le proprie radici nella tradizione culturale che ha posto al centro valori come la dignità della persona, la solidarietà e il principio di sussidiarietà.

Per Crociata questi principi rappresentano ancora oggi il fondamento del progetto europeo e costituiscono un riferimento imprescindibile per affrontare le sfide del presente, dalla coesione sociale alla costruzione di una comunità politica capace di affrontare le trasformazioni globali.

Alla conferenza hanno preso parte anche numerosi esponenti istituzionali e politici italiani ed europei. Tra questi il presidente del Cnel Renato Brunetta, che ha invitato l’Unione a compiere un salto di qualità nel proprio ruolo internazionale. «L’Europa deve smettere di percepirsi solo come un mercato – ha osservato – e diventare finalmente un vero attore protagonista nello scenario globale».

Nel corso della giornata sono intervenuti anche l’eurodeputata e vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, promotrice dell’iniziativa, l’eurodeputato Marco Squarta, il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza e il presidente della commissione Ambiente della Camera Mauro Rotelli.

La riflessione ha toccato anche temi economici e sociali, come la competitività delle filiere produttive europee, il ruolo delle economie locali e le sfide demografiche. Su quest’ultimo tema è intervenuta con un approfondimento la rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti.

La giornata si è poi conclusa con una visita della delegazione Ecr ad Assisi, dove gli eurodeputati si sono recati alla Basilica papale e al Sacro Convento di San Francesco per l’ostensione delle spoglie del santo.

L’iniziativa rientra nella tre giorni di incontri promossi dal gruppo dei Conservatori europei tra Viterbo e Assisi, con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra valori identitari, tradizione culturale e futuro dell’integrazione europea. Un confronto che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a riportare al centro del dibattito politico europeo il tema delle radici storiche e spirituali del continente.

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