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Il caso

Patti di collaborazione fermi a Latina: “Solo 6 attivati su 48 richieste in due anni e mezzo”

L’opposizione denuncia lo stallo e attacca l'amministrazione: “Procedure paralizzate e cittadini scoraggiati”

Patti di collaborazione fermi a Latina: “Solo 6 attivati su 48 richieste in due anni e mezzo”

A Latina i Patti di collaborazione tra cittadini e Comune risultano quasi completamente fermi. Su 48 richieste presentate, infatti, solo 6 sono state attivate, appena due nell’ultimo anno.

La denuncia arriva dai gruppi consiliari di opposizione, al termine della commissione Trasparenza convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta.

Dalla ricognizione effettuata durante la seduta emerge un quadro sostanzialmente invariato rispetto a quello già evidenziato un anno fa.

Le 48 istanze presentate dai cittadini riguardano diversi settori del Comune – tra cui Verde pubblico, Patrimonio, Manutenzioni e Cultura – ma la maggior parte delle richieste resta ferma negli uffici.

Lo stallo riguarda soprattutto i Patti per la cura e manutenzione delle aree verdi, bloccati presso il servizio Ambiente.

Il principale ostacolo riguarda l’interpretazione del decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro.

Secondo quanto emerso in commissione, il problema nasce dall’ipotesi di inquadrare i volontari come lavoratori, soprattutto nei casi in cui utilizzino mezzi o attrezzature.

«Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

A rendere ancora più evidente la situazione, secondo le opposizioni, è il caso del Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati.

In questo caso l’autorizzazione è arrivata in circa 20 giorni, come previsto dal regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni.

«Un’evidente disparità di trattamento che scoraggia i cittadini per primi», osservano i consiglieri.

Le opposizioni segnalano inoltre problemi sul fronte della trasparenza amministrativa.

Sul sito istituzionale del Comune, infatti, non sarebbe stato pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né sarebbe stata creata la sezione dedicata alla partecipazione civica prevista dal regolamento comunale.

Alla commissione hanno partecipato anche diversi cittadini, che hanno espresso frustrazione per i tempi lunghi e le procedure poco chiare.

«I Patti di collaborazione sono uno strumento fondamentale di cittadinanza attiva – sottolineano i consiglieri di minoranza – perché permettono ai cittadini di diventare custodi del territorio, rafforzano il senso di comunità e migliorano la qualità degli spazi pubblici».

Latina, ricordano le opposizioni, è stata tra i primi Comuni in Italia ad adottare questo modello nel 2018.

Per superare l’impasse, la commissione Trasparenza ha deciso all’unanimità di chiedere un parere alla segretaria comunale Macrì, attualmente facente funzione di direttore generale, per chiarire definitivamente l’inquadramento dei volontari.

Secondo i consiglieri, se sarà necessario prevedere percorsi formativi specifici, si potrà intervenire aggiornando il regolamento comunale. Le risorse sarebbero già disponibili grazie a un emendamento di Latina Bene Comune al bilancio, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, che destina 3mila euro alla formazione.

Nel corso della seduta il dirigente del servizio Ambiente avrebbe dichiarato che le procedure potranno ripartire una volta chiarita la questione normativa.

Ma le opposizioni puntano il dito contro la gestione politica della vicenda.

«In due anni e mezzo l’amministrazione Celentano non ha fatto nulla per superare le criticità segnalate più volte dalle opposizioni».

Critiche anche per l’assenza della giunta durante la seduta: «Alla commissione di oggi non era presente alcun rappresentante dell’amministrazione come delegato dell’assessora Nasti. Un segnale di scarso interesse verso uno strumento fondamentale di partecipazione civica».

Secondo i gruppi di minoranza, mentre in molti Comuni italiani i Patti di collaborazione funzionano e vengono utilizzati regolarmente, a Latina – che era stata tra le città apripista – lo strumento risulta di fatto fermo da anni.

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