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La seduta

Palazzetto, il rischio di stop per la Benacquista: lavori in ritardo

La commissione Trasparenza fa il punto su impianti e concessioni, criticità sulle piscine

Palazzetto, il rischio di stop per la Benacquista: lavori in ritardo

Il Palazzetto rischia di restare ancora fuori uso per la Latina Basket, con la concreta possibilità di perdere un altro anno di attività ufficiale. È questo il nodo più delicato emerso ieri nel corso della commissione Trasparenza del Comune di Latina, che ha acceso i riflettori sullo stato degli impianti sportivi cittadini e sull’utilizzo dei fondi Pnrr. Secondo quanto emerso durante la seduta, il progetto di consolidamento del Palazzetto è ancora in fase di approvazione in giunta. Nella migliore delle ipotesi, l’aggiudicazione dei lavori potrebbe arrivare a giugno, con avvio del cantiere a luglio e una durata stimata di circa 300 giorni. Tempi che, di fatto, allontanano ulteriormente la piena disponibilità della struttura. Restano inoltre criticità legate agli adeguamenti necessari, in particolare per spogliatoi e spazi destinati alle squadre ospiti, indispensabili per lo svolgimento delle partite ufficiali. A preoccupare è anche quanto evidenziato durante la seduta da Sabrina Benacquista: il rischio concreto è che, pur riaprendo la struttura, questa non sia comunque idonea ad ospitare competizioni. «Dalle parole di Sabrina Benacquista, intervenuta nel corso della seduta – sottolineano i consiglieri di opposizione – appare concreto il rischio di perdere un altro anno per l’utilizzo del Palazzetto da parte della Latina Basket. Non basta riaprire la palestra se poi mancano gli adeguamenti necessari per disputare le partite ufficiali. Sarebbe un danno grave per lo sport cittadino e per una realtà che rappresenta Latina a livello nazionale». Sul fronte della piscina coperta, invece, è stato confermato l’avvio dei lavori finanziati con fondi Pnrr. I tecnici hanno spiegato che il cantiere potrà beneficiare della proroga della scadenza al 30 giugno e che si confida in un’ulteriore estensione al 30 agosto, non ancora ufficializzata dal Ministero. Per consentire gli interventi, la piscina scoperta dovrà sospendere le attività a partire dal 10 aprile per circa un mese. Più critica, invece, la situazione legata alla gestione della piscina scoperta e al rispetto del contratto di concessione. Durante la commissione è stata presentata la relazione trimestrale del Dec, dalla quale emergono difficoltà sul piano finanziario. Le rate del mutuo relative al 2025 risultano pagate, ma con ritardi e senza saldo completo, mentre la rata con scadenza 28 febbraio 2026 non risulta ancora versata. Una situazione che lo stesso Dec ha definito “critica”. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: da dicembre inizierà anche il rimborso delle utenze non pagate, per un totale di circa 800mila euro che dovranno essere restituiti al Comune, con il rischio che eventuali inadempienze ricadano direttamente sull’ente. Secondo l’opposizione si tratta di una situazione difficile da comprendere anche alla luce dell’addendum al contratto di concessione, approvato proprio per andare incontro alle criticità segnalate dal gestore, con misure tra cui la dilazione del mutuo. Restano inoltre criticità sull’utilizzo degli spazi acqua. «I cosiddetti “buchi orari” nel Piano economico-finanziario - evidenziano i consiglieri - non sarebbero destinati alla manutenzione dell’impianto, come ci era stato detto, ma occupati in via prioritaria dalla squadra del concessionario e da altre società, senza applicare il criterio meritocratico previsto dal regolamento comunale». Tra i punti ancora da chiarire c’è anche la realizzazione del pozzo, «un’opera che consentirebbe un risparmio significativo sui costi dell’acqua, particolarmente rilevante proprio in una fase di difficoltà economica della gestione» osserva la minoranza. «Purtroppo stiamo assistendo alla conferma puntuale di criticità che avevamo denunciato oltre un anno fa, al momento dell’approvazione dell’addendum, e che rischiano di aprire nuovi contenziosi, in una concessione che fin dall’inizio ha mostrato elementi di forte complessità». Alla commissione era stato invitato un delegato della sindaca al bilancio e al patrimonio, deleghe attualmente in capo alla stessa sindaca dopo le dimissioni dell’assessora Nasti. Ma non era presente nessun rappresentante dell’amministrazione. Assente anche la società concessionaria

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