Commissioni consiliari che non si riuniscono da tempo, a causa delle assenze degli esponenti della maggioranza. È questa l'accusa lanciata dal consigliere di Fratelli d'Italia di Velletri, Dario Di Luzio, che sfodera critiche nei confronti dell'attuale maggioranza.
«Solo in questa settimana - ha affermato il consigliere - lunedì non si è fatta la prima commissione, martedì è invece saltata la terza commissione mentre mercoledì nulla di fatto pure per la seconda commissione. Questo si ripete ormai da mesi, con un comportamento irrispettoso dei consiglieri comunali assenti, sempre quelli di maggioranza».
Di Luzio, poi, rincara la dose. «La città di Velletri ha molteplici questioni aperte, problematiche rilevanti da risolvere e soprattutto c'è bisogno di lavorare concretamente e programmare interventi seri sulle difficoltà concrete che stanno mettendo in ginocchio ogni realtà sociale, economica e produttiva - ha tuonato ancora - Questo assurdo comportamento, oltre che bloccare i lavori consiliari, fa sì che nell'ordine del giorno ci siano oltre 50 punti da discutere e votare in Consiglio, oltre che un enorme danno economico per l'ente».
Tra l'altro, Di Luzio ricorda che ci sono importanti argomenti da discutere in commissione, tra cui il regolamento sul servizio di protezione e tutela dei minori, quello per l'istituzione e la formazione dell'albo di soggetti qualificati alla gestione di strutture residenziali per minori e madri con bambini. Si dovrebbe poi parlare, secondo Di Luzio, del contrasto al fenomeno dell'abusivismo edilizio, dell'istituzione dell'indennità per danno da occupazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio comunale e delle varianti al piano comunale di locazione degli impianti di telefonia mobile. Manca, infine, la discussione sulla convenzione tra il Comune e l'Accademia delle Belle Arti di Roma per l'utilizzo dei locali della Casa delle Culture e delle Musiche o l'esame delle procedure di costituzione del Consorzio di via dei Corsi. «Tutti argomenti - ha concluso Di Luzio - che non potranno andare in Consiglio comunale, essere votati e quindi diventare esecutivi».