«Il tentativo maldestro del segretario del Pd, Alessandro Cozzolino, di equiparare i fallimenti di Lbc alla stagione politica della Destra che ha governato Latina, è un giochino scorretto tanto quanto quello di Coletta e la sua Giunta di addossare al passato le colpe dei propri fallimenti: sullo sport come sul resto della vita amministrativa di questa città». Lo afferma Salvatore De Monaco del Msi, che replica così al segretario Dem invitandolo a distinguere tra le destre che hanno amministrato Latina.
«Forse il giovane segretario del Pd, fa confusione tra la vera Destra di questa città - prosegue De Monaco - quella rappresentata dai governi Finestra e Zaccheo e l'esperienza politica del sindaco Di Giorgi durante la quale lo stesso Cozzolino ha ricoperto il ruolo di capogruppo dei Denocratici non brillando di certo nel ruolo di oppositore. Così come non ha brillato chi è rimasto coinvolto nelle pagine dell'inchiesta Olimpia: il presidente provinciale del suo stesso partito, personaggio molto vicino alle posizioni del Senatore Moscardelli, vero padrino politico di Cozzolino. Ritengo dunque che vada ristabilita la verità sulla storia politica degli ultimi anni nella nostra città. Il governo Finestra ha segnato la rinascita di Latina dopo la decadenza a cui l'aveva condotta la Dc. Il governo Zaccheo ne ha caratterizzato lo sviluppo e ha lasciato in eredità progetti, investimenti e finanziamenti che dovevano soltanto essere utilizzati dai suoi successori. Invece con la Giunta Di Giorgi, con la complicità del Pd, si è preferito gettare a mare tutto quanto».
Il giudizio di De Monaco sull'amministrazione Di Giorgi è dei peggiori, come è ovvio che sia. «Si è dato vita alla peggiore amministrazione della storia di questa città che non a caso alle ultime elezioni ha portato alla frammentazione del centro-destra, all'esclusione del Pd dal ballottaggio e al salto nel buio con Coletta di cui ora si sta pentendo tutto l'elettorato che lo ha scelto. In questo Cozzolino e il Pd non sono esenti da colpe: da un lato criticano, dall'altro corteggiano Coletta per il sostegno che quest'ultimo dovrebbe garantire a Zingaretti alle prossime regionali, allo stesso modo in cui dopo l'esclusione dal ballottaggio il candidato sindaco del Pd invitava a votare Coletta». La conclusione per De Monaco è una sola: «Diciamolo chiaramente allora: i fallimenti oggi sotto gli occhi di tutta la città sono quelli di Coletta che i presidenti delle maggiori squadre sportive del capoluogo invitano a cambiare mestiere, quelli di Giovanni Di Giorgi che ha lasciato una città allo sbando, ma anche quelli del Pd che è complice dell'una e dell'altra situazione».