Si è tornato a parlare di nucleare oggi nel question time a seguito dell'interrogazione presentata da Matteo Coluzzi per conoscere lo stato di avanzamento dell'azione legale finalizzata a recuperare le quote di ristoro nucleare che non sono state corrisposte al Comune di Latina a partire dall'anno 2006. Tutti i Comuni sede di centrali nucleari fecero causa contro lo Stato vincendo in primo grado un contenzioso da cento milioni di euro mentre Latina, prima con il commissario Nardone e poi con DI Giorgi, perse questo treno non appellandosi contro l'interpretazione che l'allora Governo volle dare al comma 298 dell'articolo 1 della legge 311/04, destinando così ai Comuni solo il 30% dei fondi. Quesito posto da Coluzzi al quale ha risposto l'assessore all'ambiente Lessio. "I motivi di questa mancata adesione non li so però abbiamo intanto inviato una diffida per interrompere i termini della prescrizione e chiesto un parere all'avvocatura per capire se intentare una azione legale subito o aspettare l'udienza del pronunciamento in appello, che presumibilmente potrebbe confermare il primo grado, fissata per il 5 dicembre 2018". Una seconda ipotesi che sembrerebbe quella più per cui propende l'avvocatura. "Stiamo comunque valutando di inserirci in un'altra azione legale intentata dai Comuni sulla presenza di impianti di trattamento". Lessio ha tenuto a precisare di essere sensibile al tema ("C'ero come circolo Legambiente nel 2002 quando ci fu la valutazione di impatto ambientale sul decommissioning, io sono di borgo Sabotino e tutti i miei terreni sono attraversati dalla centrale, io sono vittima della presenza di questo impianto") e di come preferisca parlare di queste somme misure compensative e non di ristoro ("il ristoro mi dà l'idea del ristorante e del magna magna della politica"). Lessio ha spiegato anche a Coluzzi che aveva illustrato dati epidemiologici del 2014 su un aumento di incidenza dei tumori del 12%  che "A Latina l'uranio non c'è più ed è stato portato via con ultimo trasporto 1990, stiamo parlando solo di smantellamento di parti impregnate di radioattività e di cui c'è una incidenza di impatto ambientale che stiamo seguendo". Nessuna risposta è arrivata all'altro quesito che era stato posto da Coluzzi, come mai fosse stata respinta la sua richiesta di accesso agli atti proprio su questo tema con documenti incompleti e tardivi presentati poi quasi due mesi dopo dalla richiesta. "Ho diritto a richiedere un atto e ad avere risposta entro 30 giorni - ha replicato Coluzzi - Chi doveva prendere in carico questa richiesta deve spiegare perché mi è stato negato questo diritto. La chiarezza deve essere la vostra  priorità, che parlavate casa di vetro e vi siete fatti paladini di giustizia e legalità".