24.12.2017 - 17:40
«Nelle mie interrogazioni sono riportati fatti, non ipotesi. E' singolare che il sindaco di un capoluogo di provincia abbia dubbi sulla legittimità democratica dello strumento da me utilizzato per avere chiarezza su cosa accade a Latina». Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha avviato un duello a distanza con Damiano Coletta, sindaco di Latina. Tre interrogazioni su vari argomenti, per una delle quali Coletta s'è anche scomodato a convocare una conferenza stampa per chiarire. Giovedì scorso alla presentazione del logo dell'azienda speciale Abc, Coletta ha definito l'ultima interrogazione di Gasparri, relativa proprio alla neonata azienda dei rifiuti, "farneticante e scritta da persone che non hanno una scolarizzazione". «Le interrogazioni che ho presentato riguardano fatti e non illazioni. Fatti che possono aiutare nella comprensione della vicenda e degli intrecci che hanno portato il sindaco Coletta e la maggioranza del Comune di Latina, targata Lbc, a dar vita all'Azienda Speciale: una scelta che rischia di pesare come un macigno sulle casse del comune di Latina e sulle tasche dei cittadini. In primo luogo, il sindaco Coletta che ogni giorno non perde occasione per gridare ai quattro venti di aver trovato vuote le casse comunali, ci spieghi il perché di un incarico costato ai cittadini ben 39mila euro, spesi per progettare la "realizzazione e gestione di una società in house per l'igiene ambientale", il cui Statuto risulta essere una copia esatta dello Statuto dell'omonima società di Napoli, che si occupa di acqua e che non versa proprio in perfette condizioni di salute economica». In secondo luogo Gasparri chiede a Coletta «di chiarire il perché, invece di seguire quanto indicato dall'Anac - ossia di procedere una volta rimosse le criticità evidenziate ad affidare il servizio rifiuti con una gara europea ad evidenza pubblica - si siano inoltrati nel percorso poco trasparente e opaco che ha portato alla nascita di Abc e alle nomine che vedono, scelto in prima persona dal sindaco stesso con una procedura tutta da chiarire, Demetrio De Stefano presidente del Cda». Un personaggio quest'ultimo sul quale Gasparri nutre numerose perplessità. «Lo stesso De Stefano, che durante il suo mandato da direttore Generale di Lazio Ambiente ricopriva il ruolo di dirigente della Ambi.En.Te. Spa di Ciampino, società concorrente della prima, tanto da essere oggetto di un'interrogazione al Consiglio Regionale che ne sottolineava l'incompatibilità. Lo stesso che da legale rappresentante sempre dell'Ambi.En.Te Spa, nel tentativo di aggiudicarsi una gara da 48 milioni di euro, dava vita ad una Associazione Temporanea d'Imprese insieme alla Cooperativa "29 Giugno", nota alle cronache per le vicende di Salvatore Buzzi».
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