La frase che meglio inquadra oggi il centrodestra laziale e pontino è quella del "vorrei ma non posso". Una fila infinita di aspiranti candidati, desiderosi di affacciarsi su un posto al sole nelle liste che andranno presentate a fine mese, sono costretti a stare ancora fuori perché i cancelli non sono stati aperti. Manca colui che inserisce la chiave che sblocca tutto, ossia il candidato alla presidenza della Regione Lazio. Anche negli ultimi giorni, nei messaggi whatsapp per gli auguri di Buon Anno, i politici di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega hanno espresso l'uno con l'altro, in privato, la preoccupazione per i ritardi che si stanno accumulando in queste settimane. Sì perché mentre Zingaretti e la Lombardi (M5S) sono partiti per la loro campagna, tessendo trame e accordi sui territori, il centrodestra ha il motore in panne e non sa con chi e come punterà alla conquista della poltrona più ambita della Pisana, quella del Governatore.
Negli ultimi quindici giorni, a cavallo tra le feste, sono stati effettuati dei sondaggi che puntano a testare il "peso" di un poker di candidati del centrodestra, più gli altri in campo (Sergio Pirozzi, Zingaretti e Lombardi). I quattro nomi del centrodestra sono invece Maurizio Gasparri, Francesco Giro, Claudio Fazzone e un civico, secondo alcuni il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, secondo altri l'ex senatore Paolo Barelli, presidente di Federnuoto. In ogni caso il test dirà quanto peso abbiano questi personaggi nell'elettorato di centrodestra ma soprattutto il focus serve a stabilire chi può maggiormente impensierire i competitor, Zingaretti in particolare. Secondo i numeri che circolano il presidente uscente è in testa, ma il centrodestra pur senza candidato presidente ufficiale, viene dato come secondo di qualche punto sopra M5S. Ed è questo che conforta i maggiorenti di Forza Italia.
Nei piani del centrodestra laziale il nome del candidato alla presidenza doveva essere annunciato prima della fine dell'anno. Ma la tragedia che ha tolto la vita al senatore Altero Matteoli, coordinatore del tavolo di confronto, ha inevitabilmente dilatato i tempi. Ma nelle prossime ore, entro giovedì secondo alcuni dirigenti locali azzurri, dovrebbe arrivare la conclusione del lavoro dei "romani" che poi gireranno il tutto a Silvio Berlusconi. Un incontro tra l'ex cavaliere, Matteo Salvini e Giorgia Meloni darà l'imprimatur alla candidatura per la Regione Lazio. In provincia pontina sono tanti quelli che attendono con ansia. Da Nicola Calandrini di Fratelli d'Italia che spinge per avere un posto nel proporzionale, ad Alessandro Calvi di Forza Italia, che sarebbe anche disposto a giocarsi la partita nel difficile collegio uninominale del nord della provincia, quello più incerto. Sulla graticola ci sono però anche Francesco Zicchieri della Lega, Enrico Tiero di Idea e il giovane azzurro Christian Chiumera. Anche la neonata Noi per l'Italia vede l'ex assessore Bruno Creo in ballo per un posto in squadra.