Il nuovo piano comunale delle farmacie finisce al Tar di Latina. La delibera di giunta che ha revisionato la pianta organica della sede farmaceutiche (ora salite a 22) è stata impugnata da una farmacia di Aprilia, che ne chiede l'annullamento. Una notizia che in realtà non sorprende più di tanto, visto che la deliberazione (approvata il 9 ottobre 2017) era stata accolta da innumerevoli contestazioni. Sia l'ordine provinciale di categoria che l'Asl di Latina hanno infatti espresso parere contrario alla riperimetrazione della pianta organica della farmacia, ma soprattutto su alcuni aspetti della pianta organica era stata espresse dubbi anche dal dirigente dal VI settore Vincenzo Cucciardi, che ha espresso parere favorevole: «ad eccezione della 18esima sede, in quanto, penetrando verso il centro su via Carroceto, fino all'incrocio di via Verdi e via Carducci, si favorisce l'apertura di una farmacia in una zona già coperta da servizio farmaceutico».

Ed è su questo punto che si basa il ricorso (depositato il 21 dicembre 2017) del titolare della farmacia Napolitano di via Ponchielli, che si ritiene appunto danneggiata da questo atto che individua la possibilità di istituire un'altra sede a poche centinaia di metri di distanza. Per questo il caso è finito al Tar di Latina e ora sarà la giustizia amministrativa a doversi esprimere sulla vicenda. E non è escluso che anche altre attività commerciali seguano l'esempio della farmacia Napolitano, presentando un ricorso simile. Un risultato che evidenzia in maniera palese i risultati nefasti dell'azione della giunta Terra, che con inopinata ostinazione ha voluto a tutti i costi approvare il nuovo piano senza tener conto dei pareri di associazioni di categoria e dell'Asl. Pareri non vincolanti, è vero, ma che comunque hanno dato un'indicazione ben precisa del pensiero dei farmacisti. Inoltre la coalizione civica non ha dato ascolto nemmeno ai timori del dirigente, che aveva mostrato riserve proprio verso la sede in via Carroceto che oggi sta creando tanti grattacapi alla giunta. Un provvedimento che h a finito per scontentare tutti e che ha prodotto l'ennesima guerra legale.