Nuovo balzello in arrivo a Nettuno, ma non sarà a carico dei cittadini.

L'amministrazione comunale a Cinque Stelle, infatti, ha deciso di istituire, per la prima volta nella storia della città, l'imposta di soggiorno, ossia la "tassa" che dovranno pagare i turisti qualora decidano di passare dei giorni di vacanza nelle strutture ricettive della città.

La novità è emersa dal Bilancio di previsione approvato nei giorni scorsi dalla Giunta guidata dal sindaco Angelo Casto. Nella parte dedicata alle entrate correnti, infatti, è stata inserita la somma di 300mila euro che l'ente conta di incassare ogni anno.

Al momento, non essendo stata pubblicata un'eventuale delibera che individua le aliquote o tariffe, non sappiamo quanto ogni turista dovrà versare per ogni notte passata nelle strutture ricettive di Nettuno. Di fatto, però, il Comune punta a fare cassa coi vacanzieri, anche se non si conoscono - almeno ufficialmente - i dati relativi alla presenza turistica in città.

Con questa scelta, fra l'altro, Nettuno si differenzierà dalla vicina Anzio: nella città che diede i natali all'imperatore Nerone, infatti, per espressa volontà del sindaco Luciano Bruschini non è mai stata istituita l'imposta di soggiorno. Il primo cittadino, infatti, ha sempre pensato che, per sostenere il settore alberghiero e dei bed&breakfast, non fosse necessario un balzello utile solo a incrementare le entrate comunali. Tassa che, fra l'altro, avrebbe fatto incassare bei soldini al Comune, visto il "sold out" dell'estate scorsa arrivato grazie anche a una potente campagna di marketing territoriale messa a punto dall'ufficio di gabinetto del sindaco.