Qualcuno avrà vita più facile, altri dovranno sudarsela, ma tutti hanno la possibilità concreta di varcare la soglia del Parlamento. Claudio Fazzone, Alessandro Calvi, Nicola Calandrini, Claudio Durigon, Francesco Zicchieri, Enrico Tiero e Claudio Moscardelli. Per ognuno di loro la partita ha un sapore diverso, con condizioni differenti. Ma alla fine nessuno di loro è condannato in partenza.
Gli scenari
Ieri tutti i candidati, una volta avuta la certezza del posto in lista, hanno dato avvio alla campagna elettorale. Lo scenario più roseo dice che i sette menzionati sopra potrebbero tutti diventare parlamentari. Claudio Fazzone, che è blindatissimo, ha lavorato con sapienza cedendo solo a Berlusconi per il collegio uninominale sud della provincia pontina, finito a Paolo Barelli. Per il resto ha difeso il territorio, spedendo i guai ai cugini ciociari (leggi il collegio uninominale di Frosinone per Francesco Zicchieri, terracinese purosangue, coordinatore regionale della Lega). Per il resto Fazzone ha piazzato un fedelissimo come Alessandro Calvi al numero tre della lista della Camera dietro a Sestino Giacomoni e Patrizia Marrocco. Nei calcoli del leader ci sono possibilità concrete di far scattare il seggio. Ragionamento simile a quello di Calandrini e Tiero al Senato
Ampie possibilità anche per il senatore del Pd Claudio Moscardelli. Nella provincia pontina il quorum per far scattare i due eletti non è altissimo e i numeri in questo caso sono dalla parte del Pd. La concomitanza con le regionali dovrebbe garantire almeno un paio di punti percentuali in più ai dem anche alle Politiche. Moscardelli inoltre si batterà nell'impervia sfida contro Claudio Fazzone all'uninominale. Spera che il coraggio venga premiato.
Occhio all'effetto flipper
I calcoli a tavolino di queste ore sull'attribuzione dei seggi nel proporzionale rasentano l'alchimia. Attenzione però a quello che Youtrend, sito specializzato in materia di elezioni, chiama effetto flipper. «Ma già nella fase del riparto circoscrizionale può manifestarsi il famoso "effetto flipper", particolarmente insidioso soprattutto per quanto riguarda la Camera dei deputati. In ogni circoscrizione viene anzitutto attribuito a ciascuna lista un numero di seggi congruo ai propri quozienti e resti. Successivamente, però, bisogna accertare che nel totale delle circoscrizioni non vi siano liste che ottengono più o meno seggi rispetto a quanto il riparto nazionale iniziale aveva stabilito. Se così accadesse, l'Ufficio centrale nazionale sottrae i seggi eccedenti alla coalizione di liste o singola lista nelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti di attribuzione, secondo il loro ordine crescente, e nelle quali inoltre le coalizioni di liste o singole liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettante, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali coalizioni di liste o singole liste. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla coalizione di liste o singola lista eccedentaria vengono sottratti i seggi nelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alla coalizione di liste o singola lista deficitaria sono conseguentemente attribuiti seggi nelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate. Come si può intuire, quindi, non è automatico capire dove i partiti vedranno scattare i seggi che spetterebbero loro. Questo perché può capitare che vi siano degli "aggiustamenti" tra circoscrizioni in base ai risultati ottenuti sul piano nazionale». Ne vedremo delle belle.