E' terminato attorno alle 20,40, alla periferia di Nettuno, l'incontro fra il consigliere regionale Valentina Corrado, un addetto alla comunicazione indicato dal Regionale, il sindaco Angelo Casto e tutti i consiglieri della maggioranza targata MoVimento 5 Stelle.

La riunione, tenuta all'interno della casa del primo cittadino nettunese, è durata circa cinque ore, ma sui suoi contenuti - al momento - vige ancora il massimo riserbo. Di certo, la Corrado, il sindaco e gli altri partecipanti all'incontro hanno tracciato la strada da seguire in questo difficile momento storico-politico che segue le dimissioni in blocco di cinque dei sei membri della Giunta grillina.

In più, si è sicuramente affrontata la questione legata al documento dei dieci "dissidenti" e quella dell'atto siglato dai restanti cinque della maggioranza. Non sappiamo, però, quale sia la posizione assunta - in merito ai due atti - al termine del briefing.

Maggiori delucidazioni, in tal senso, sono attese nelle prossime ore.

L'incontro tra i pentastellati di Nettuno e i vertici regionali è iniziato poco fa. Anziché tenersi in Comune, però, è andato in scena in un altro luogo, tutt'altro che pubblico: la casa del sindaco Angelo Casto.

Nell'abitazione del primo cittadino, infatti, sono giunti alla spicciolata i consiglieri comunali grillini - dissidenti e non -, oltre al consigliere regionale Valentina Corrado e a un esperto di comunicazione arrivato proprio insieme all'esponente della Pisana.

Al momento, nulla trapela su quanto sia in discussione, ma di certo si dovrà affrontare la crisi politica sotto diversi punti di vista e capire come (e se, ndr) andare avanti nell'esperienza amministrativa.

La scelta della location potrebbe essere dettata dall'esigenza di privacy, che al Comune sarebbe stata meno garantita rispetto all'abitazione del sindaco.

di: Francesco Marzoli

Diventa sempre più aspro, ora dopo ora, il redde rationem all'interno del MoVimento 5 Stelle di Nettuno. Come avevamo evidenziato questa notte, in mattinata i cinque assessori Daniele Mancini (vice sindaco), Stefano Pompozzi, Guido Fiorillo, Nanda Salvatori e Simona Sanetti, hanno inviato una pec allegando la loro lettera di dimissioni dall'incarico affidato in passato dal sindaco Angelo Casto. Una missiva in cui hanno ribadito le ragioni rese note a più riprese alla stampa, che di fatto segna uno spartiacque nell'amministrazione grillina, mai come oggi più in crisi che mai e col rischio che la frattura - già esistente - si acuisca ancor di più nel gruppo consiliare di maggioranza.

Ricevute le dimissioni, il sindaco Casto ha ritenuto opportuno commentare l'accaduto: «Ringrazio personalmente ciascuno di loro per l'operato e l'indirizzo politico-amministrativo dato fino a oggi. Non posso però non osservare che non condivido questo modo di rassegnare in gruppo le dimissioni perché tale modalità, è evidente in fatto e diritto, rischia di creare una crisi non politica, ma amministrativa. Per tali motivi, però, e per assicurare la continuità di un governo efficace ai cittadini in tale fase di passaggio, questa mattina ho voluto incontrare insieme con il segretario comunale tutti i dirigenti chiedendo a ciascuno, e dunque anche agli uffici, la massima collaborazione nel proseguire tutta l'azione amministrativa messa in atto e tuttora in moto grazie al lavoro dell'intero gruppo amministrativo. Tenuto conto, quindi, che gli assessori per il ruolo che ricoprono non sono politici, ma costituiscono il nucleo che collabora con il sindaco nell'azione amministrativa, questa modalità di rimettere le proprie deleghe e rassegnare le dimissioni insieme è motivo di rammarico. E' mio interesse prioritario che si prosegua nell'azione amministrativa per il bene di Nettuno e ho ringraziato personalmente il segretario e ogni dirigente per la consueta collaborazione, oltre che per l'immediato riscontro di piena disponibilità in questa fase che è certo complessa, ma che viene affrontata avendo come obiettivo primario il governo della nostra città avendo ben chiare le responsabilità che il senso civico e il ruolo di ciascuno di noi richiedono».

Insomma, in attesa che nel pomeriggio vada in scena l'incontro - confronto fra i pentastellati locali e quelli regionali (con in testa il riconfermato consigliere alla Pisana Valentina Corrado), il sindaco ha deciso di tirare dritto, anche se il clima non è dei migliori.

Ad acuirlo c'è la diffusione del documento con cui i dieci consiglieri "dissidenti" - cioè Donato Gallina, Gianluca Latini, Roberto Lucci, Claudio Monti, Chiara Pittoni, Katia Ricci, Diego Tortis, Eleonora Trulli, Laura Pizzotti e Sara Bonamano - chiedevano la "testa" di Mancini, Fiorillo e Pompozzi. Alla base della loro richiesta al sindaco c'è l'ambizione dei tre ormai ex assessori a posti di governo e potere al di fuori di Nettuno. Per Fiorillo viene contestata la partecipazione alle "Parlamentarie", per Pompozzi la scelta di chiedere la certificazione di una lista e candidarsi a sindaco di Anzio con un MeetUp appena nato, per Mancini il possibile incarico di assessore regionale all'Ambiente con la Lombardi. Il tutto, giustificato dalle parole del deputato grillino Alfonso Bonafede che, il 22 giugno dell'anno scorso, incontrando gli amministratori locali, aveva chiarito che - per i grillini - i Comuni non potevano costituire una sorta di "rampa di lancio" verso incarichi di livello maggiore.

Nel frattempo, con un apposito decreto, il sindaco ha attribuito le funzioni di vice sindaco vicario all'assessore Filomena Paciello, unica rimasta in carica dopo le dimissioni del resto della Giunta. «L'attribuzione è un atto dovuto, atteso che occorre garantire la continuità dello svolgimento dell'attività politico-amministrativa in attuazione agli indirizzi fissati - si legge in una nota del Comune - e dopo aver preso atto della comunicazione di Daniele Mancini, acquisita al protocollo in data odierna, di rassegna delle proprie dimissioni dalla carica di assessore da cui ne è discesa, per gli effetti, la decadenza anche dalla carica di vice sindaco».

di: Francesco Marzoli

Dopo una domenica di riflessione, i cinque assessori di Nettuno che avevano rimesso le deleghe in mano al sindaco, cioè Daniele Mancini, Stefano Pompozzi, Guido Fiorillo, Nanda Salvatori e Simona Sanetti hanno deciso di sfidare apertamente il sindaco Angelo Casto. 

Dopo aver rimesso le deleghe in mano al sindaco, infatti, i cinque hanno atteso invano una mossa di riavvicinamento e, anziché vedersi revocare gli incarichi, hanno deciso che appena aprirà il protocollo del Comune consegneranno le loro dimissioni. 

In più, in un documento diffuso pochi minuti fa, hanno annunciato anche che occorre chiedere l'espulsione dei dieci consiglieri del Movimento Cinque Stelle che avevano chiesto il ritiro delle deleghe a Mancini, Pompozzi e Fiorillo, minacciando di non votare il bilancio. 

Insomma, la situazione sembra precipitare sempre di più verso il baratro ora dopo ora. 

di: Francesco Marzoli