Qualcuno potrebbe definirli dei sognatori o degli sprovveduti perché nell'epoca dei project financing all'italiana cercano di fermare un'opera già appaltata e su una direttrice viaria che dopo cause giudiziarie, polemiche, intasamenti e una lunga sequela di incidenti, è attesa da decenni da quelli che la percorrono come una soluzione concreta. Ma Gualtiero Alunni, Pina Necci e Bernardo Bassoli lo hanno ribadito a chiare lettere: l'autostrada Roma-Latina (e più specificatamente il tratto Latina Tor de' Cenci) è dannosa e non va realizzata e per ribadirlo venerdì alle 17 ci sarà un presidio organizzato alla rotonda di Borgo Piave, luogo di inizio lavori della faraonica infrastruttura che costerà circa tre miliardi di euro. Secondo i tre l'opera è inutile e devastante mentre negli anni "ci è stato fatto credere che sarebbe stata centrale nello sviluppo e nell'economia del territorio" perchè altera il territorio soprattutto lungo il tracciato della Cisterna-Valmontone dove saranno espropriate più di 50 aziende agricole con la perdita di 4.500 posti di lavoro ed è "a rischio infiltrazioni della malavita organizzata attratta dalla pioggia di finanziamenti pubblici". Non solo: secondo il comitato i cantieri intaseranno per anni la circolazione, devasteranno la riserva di Decima Malafede, la Riserva del litorale romano, il lago di Giulianello, la via Francigena del sud e il Lungotevere ma, soprattutto, costerà ad ogni pendolare tra i 150 e i 300 euro al mese.