C'è chi vuole fare gli accordi alla luce del sole e chi vuole tenerli accuratamente nascosti. Su questo doppio piano si sta giocando la trattativa per la corsa della poltrona di via Costa, l'elezione di secondo livello che pesa per prestigio nello scacchiere politico e che ha mosso gli appetiti anche del sindaco di Latina Damiano Coletta.
Il mazziere
I tavoli sono almeno tre e gli incontri si susseguono per trovare la quadra con il Pd che per tutta la giornata di ieri ha assunto il ruolo del mazziere ed è passato con dinsinvoltura in poco meno di 36 ore a due ipotesi di matrimonio combinato, dalla proposta iniziale di appoggiare il sindaco di Latina in cambio di un accordo alla luce del sole che contemplasse anche incarichi dem nella giunta ellebicina a quella di proporre un suo nome di area che arridesse anche al centrodestra e in particolare a Forza Italia.
Doccia fredda da Coletta
Una dinamica che ha avuto i suoi prodromi nella serata di giovedì in un incontro tra Moscardelli e Forte e gli altri dirigenti dem e Coletta insieme al segretario Pietro Gava. Da questo summit è calato il gelo tra i futuri promessi sposi: Coletta avrebbe chiesto i voti ma senza passare per accordi concreti e trasparenti, non congeniale alla sua linea, e in particolare rifiutando di procedere subito al rimpasto in giunta annunciato con l'inserimento di figure di riferimento del Pd. Una posizione che a molti dem non è piaciuta e dalla quale è emersa la posizione congiunta espressa in un documento di rivalutare la possibilità di un candidato dem. Possibilità esplorata per tutta la giornata di ieri nell'incontro interno tra segreterie politiche e sindaci del Pd.
La carta Carlo Medici
Ed è da proprio da Moscardelli e La Penna che è arrivata la proposta di un accordo con Forza Italia per sostenere un sindaco del Pd, individuato per il momento in Carlo Medici, primo cittadino di Pontinia eletto nel 2016 e che non dispiace al centrodestra. Un aspirante in aria Forte per una ipotesi che mette sotto scacco completamente l'altro profilo politicamente trasversale di Gerardo Stefanelli. Su Stefanelli Enrico Forte ha posto il veto ed è da questo assunto che si è dovuto ripartire. A ricapovolgere di nuovo il fronte è stato Coletta nel pomeriggio, tornato sui sui passi per riconsiderare la chiusura iniziale ed offrire una sponda concreta ed in linea con le richieste del Pd. Uno scenario che ha riaperto le divisioni interne ai dem, non certo una novità da queste parti. Alla fine il partito si è diviso tra le due ipotesi di nozze combinate, chi
vuole l'accordo con Forza Italia per sostenere un sindaco del Pd (il rovescio di quanto accaduto con l'elezione di Gaeta Mitrano), e quelli che vogliono recepire l'apertura di Coletta, tra cui ci sono la segreteria di Latina, ma anche Carla Amici e l'area di Calcagnini. Intanto ieri le voci interpellate del centrodestra si dicono possibiliste su un accordo con il Pd ma fanno sapere che le decisioni arriveranno tra oggi e domani. In questa fase, è evidente, la tattica la fa da padrona e al centrodestra conviene restare alla finestra.
Tutte le firme per Gervasi
Sul fronte dei civici l'outsider è Giada Gervasi, la sindaca di Sabaudia che ha già raccolto le settanta firme necessarie alla presentazione della candidatura e che è lanciata a raccogliere consensi trasversali tra civici e una parte di centrodestra (tra cui pezzi importante della Lega).
In questo gioco di tavoli le variabili sono sia numeriche che politiche: se su Gervasi convergesse il centrodestra la sua posizione potrebbe arrivare alla vittoria e dall'altra parte il caso di un candidato dem che cerca l'appoggio con Forza Italia, o con Coletta, rischia di essere una variabile impazzita e di non attirare voti certi al suo interno. Un rebus da sciogliere nelle prossime ore.