Mancano undici giorni alle elezioni di secondo livello nella quale 460 tra sindaci e consiglieri comunali sceglieranno il successore di Eleonora Della Penna tra Carlo Medici, sindaco Pd di Pontinia e i due civici Giada Gervasi e Damiano Coletta rispettivamente alla guida di Sabaudia e Latina. Una elezione estremamente lontana dai cittadini ma che fa discutere molto la politica sia in funzione dell'asse di equilibri che ne verranno fuori, che in funzione del prestigio dei singoli candidati catalizzatori di inedite fusioni e spaccature controverse. E se i tempi stringono, le danze pubbliche si aprono per i candidati. Oggi alle ore 18 presso il museo Giannini in via Oberdan 13 Coletta terrà un incontro pubblico in cui spiegherà le linee programmatiche della sua candidatura. Ieri ne ha accennato qualche stralcio anche nella rubrica settimanale di Radio Luna, ricordando le ragioni della sua candidatura e rispolverando il tema a lui caro della vecchia politica come sinonimo di accordi e spartizioni contro la visione di chi, come lui, vuole invece mettere al centro i temi portati avanti in questi due anni, in particolare acqua e rifiuti.
«Voglio rimettere al centro dell'attenzione politica i contenuti - ha detto il sindaco di Latina - se invece continuiamo a privilegiare i vecchi schemi, la provincia diventerà ancora una volta una gestione di poltrone frutto di coalizioni con tizio e caio che rappresentano una certa area politica. Così non si fa che tornare indietro. Io capisco che la politica sia fatta anche di accordi e capisco anche che questa è una elezione di secondo livello, ma la Provincia di Latina merita a mio avviso una scelta politica diversa legata ai temi e non alle spartizioni di poltrone». Coletta ha ribadito che il motore della sua scelta di candidarsi è stato il tema della ripubblicizzazione dell'acqua. «Ho il timore che con altri tipi di scelte non si porti a termine questo percorso e questo obiettivo che darebbe grandissimo spessore a questa provincia, si deve tornare alla gestione dell' acqua che non costituisca lucro e come delineata con il referendum». Poi l'altro fronte caldo dei rifiuti: «Stiamo tentando di costruire una rete per ottimizzare la fase di smaltimento, settore delicato dove ci sono interessi. Sulla discarica di borgo Montello siamo stati netti e chiari e in Regione la prima cosa che dissi a Zingaretti è che quella discarica doveva essere chiusa. Mi rendo conto che possano esserci domande giustificate sull'asta e su quali interessi ci sono dietro, ma per quelli che sono i nostri strumenti quella discarica deve essere chiusa». Coletta ha detto di essere consapevole di prendersi dei rischi. «Gioco su un terreno che non è il mio, quello degli accordi, dello scambio di poltrone e delle promesse. Su questo ho un'altra testa e un'altra linea. Ma credo che si debba uscire dal mercato oscuro e torbido della gestione e dello smaltimento dei rifiuti così come lo abbiamo conosciuto, ancorato ai soliti nomi. E' una scelta coraggiosa che deve essere portata avanti da un presidente della provincia che ci crede. E credo ci siano le condizioni per vincere questa partita».