«Qualunque progetto calato su piazza Roma senza la dovuta programmazione e senza intavolare un dibattito pubblico, rischierebbe di far ripetere gli errori già commessi quando nel 1972, in tutta fretta, venne commissionato il progetto per rimaneggiare il centro».
L'ex assessore ed ex vice sindaco Franco Gabriele non ha dubbi. L'eccessiva fretta della maggioranza dalla quale poco più di dieci giorni fa ha deciso di staccarsi rimettendo le deleghe nelle mani del sindaco, ha scelto il momento meno adatto per presentare un piano che rischierebbe di stravolgere il centro storico. Il riferimento è chiaro: l'ex vice sindaco, che oggi a capo della lista Aprilia Futura sembra sempre più vicino alla coalizione guidata dal candidato sindaco Giorgio Giusfredi, non ha voluto nascondere perplessità sul piano elaborato da una ditta privata in vista dell'esternalizzazione dei parcheggi a pagamento.
Il project financing, presentato a scopo informativo durante la Commissione lavori pubblici, è stata l'occasione per proporre una piazza pedonalizzata, priva di barriere architettoniche e concepita in maniera tale da stravolgere l'aspetto di quello che per 40 anni è stato un punto di riferimento.
«Capisco che le elezioni sono vicine – afferma Franco Gabriele – ma discutere con troppa fretta un progetto del genere in questa fase, rischia di riportare indietro le lancette dell'orologio. Quando nel 1972, dopo la demolizione della Casa del fascio fu commissionato un nuovo progetto, si agì d'impulso e la fretta, si sa, è cattiva consigliera. La storia non ci ha insegnato nulla? Ha pensato l'amministrazione di chiedere un parere all'architetto Roberto Nardinocchi, progettista di piazza Roma?».
La decisione di rimaneggiare la piazza, prevedere o meno la quinta architettonica un tempo garantita dalla Casa del fascio, secondo Gabriele non può essere la decisione di pochi ma deve far seguito ad un concorso pubblico di idee. Non solo: «L'amministrazione – ricorda l'ex assessore all'Urbanistica – aveva speso denaro per un incarico esterno affidato all'ingegner Paolo Colarossi, per riprogettare gli accessi della città, alcune aree periferiche e anche Largo Marconi. A quel piano era seguita la delibera di giunta 91/2015, con cui approvando quegli schemi si prevedeva di dar vita ad un concorso di idee per riqualificare il centro storico. Perché non si dà seguito all'atto approvato dall'esecutivo? Perché non si prevede garantendo con un concorso pubblico la partecipazione della città e dei tecnici a una trasformazione tanto radicale, ma si preferisce agire con grande fretta e senza alcuna programmazione? Tra poco questa consiliatura volgerà al termine: decidere prima è impossibile, dopo, se chi oggi amministra verrà riconfermato, avrà tutto il tempo per lavorare alla riqualificazione del centro che oggi non può essere presa in considerazione visti i tempi stringenti; se non verrà confermata chi verrà dopo deciderà sul da farsi. Incomprensibile che se ne parli oggi con troppa fretta e il rischio di snaturare il centro rendendolo irriconoscibile. Pare solo una boutade elettorale».