Duro attacco all'assessore ai Lavori pubblici da parte del Partito democratico di Fondi. Il j'accuse parte dal consigliere comunale Luigi Parisella, che prende spunto da una crepa comparsa sul muro della scuola dell'infanzia "Maria Pia di Savoia", per puntare il dito contro il delegato della giunta guidata dal sindaco Salvatore De Meo, l'assessore Onorato Di Manno, che è alla guida dei Lavori pubblici e che secondo i Dem non pone la necessaria attenzione a quanto accade in città. A partire, appunto, dalla scuola "Maria Pia di Savoia", rimasta «in condizioni di degrado e incuria» mentre «il plesso del corpo principale è stato restaurato e messo in sicurezza».

Ma la scuola, che presenta una crepa che comunque suscita qualche preoccupazione nei genitori, come già affermato nei giorni scorsi dal consigliere, è solo uno degli esempi posti all'attenzione pubblica da Parisella, che la considera «la dimostrazione evidente della mancanza di attenzione da parte dell'assessore ai lavori pubblici, Onorato di Manno». «In molteplici occasioni, come rappresentante dei cittadini in Consiglio comunale, ho rivolto critiche all'inerzia dell'assessore ai Lavori pubblici - scrive il Democratico - Critiche fondate sulla constatazione, evidente a tutti, del degrado di tanta parte della nostra città: mancata manutenzione del manto stradale, parchi pubblici con i giochi divelti o inutilizzabili, marciapiedi dissestati, piazze abbandonate, recinzioni arrugginite da anni. Davanti a questo stato di abbandono, mi chiedo se è questa la città che meritiamo e che vogliamo per noi, per i nostri figli e per gli anziani che dopo le distruzioni della guerra hanno lavorato alacremente alla ricostruzione».

Una bocciatura senza appello, quella espressa da Parisella e dunque dall'intero gruppo consiliare del Pd, che sollecita Di Manno a produrre una lista di priorità del suo mandato, «ammesso che ne abbia». «Probabilmente l'Assessore Di Manno - conclude Parisella - giunto al capolinea della sua vita politica, ha perso mordente e capacità propositive necessarie ad attuare il suo mandato ed è perciò giunto il momento per lui di fare un passo indietro, rassegnando le proprie dimissioni».