Quanto a capacità di intercettare i finanziamenti messi a disposizione da Regione, Stato ed Europa, l'amministrazione Terra non ha nulla da invidiare ai comuni limitrofi. E il sindaco non perde occasione per giocarsi una carta positiva, utilizzata in campagna elettorale ma anche durante il consiglio comunale di insediamento, quando ha ricordato: «Le risorse sono poche, ma in questi anni rispetto ai finanziamenti messi a disposizione dagli enti sovraordinati, non ne abbiamo mancato uno». Un riferimento chiaro ai Plus, ma anche ai 5 milioni di euro erogati dal Ministero dell'Interno per realizzare opere rimaste in sospeso e per la messa in sicurezza delle scuole.
Così bravi da ricevere due finanziamenti diversi per la stessa opera. Uno dei due però potrebbe andare in fumo. L'opera finanziata due volte, la palestra della scuola di via Carano, è una di quelle necessarie e attese da anni nel quartiere periferico. L'istituto comprensivo Zona Leda, inaugurato oltre 10 anni fa, è ancor privo di una palestra per consentire alle classi delle elementari di svolgere le ore di educazione motoria all'interno di una struttura atta allo scopo e non nel piazzale, ai ragazzi delle medie di poter fare educazione fisica senza doversi spostare dal plesso. Ad aprile la buona notizia da parte dell'amministrazione: l'esito positivo del bando indetto dal Ministero dell'Interno che ha portato in città 5 milioni di euro per le opere pubbliche, 390 mila destinati alla realizzazione della tensostruttura di via Carano, a patto che la gare d'appalto per l'affidamento di quei lavori siano predisposti entro novembre. Il Comune si è portato avanti e per mettere in pratica il progetto ha già affidato alla geometra di Lanuvio Alessandra Placidi l'incarico di supporto al Rup. La sorpresa è arrivata poco dopo le elezioni: anche la Regione Lazio ha assicurato il finanziamento necessario per realizzare la stessa opera.
L'amministrazione comnale infatti, alcuni anni fa aveva partecipato ad un bando regionale per realizzare la palestra e ristrutturare la scuola Garibaldi. Aprilia figurava in graduatoria, ma non ai primi posti e quei progetti sono risultati ammessi ma non immediatamente finanziabili. All'amministrazione non è rimasto altro da fare che aspettare che i più alti in graduatoria svolgessero le gare di appalto e sperare nel rifinanziamento delle opere con i ribassi d'asta. Quando lo Stato ha messo a disposizione altre risorse, non ha voluto farsi scappare l'occasione, poi a giugno è arrivata la sorpresa. «Stiamo cercando di capire se è possibile sommare gli importi e realizzare un impianto più grande, più rifinito – spiega il sindaco Terra – un progetto diverso, ma ancora non sappiamo se ciò sia possibile. Tra l'altro non abbiamo molto tempo: per utilizzare i fondi messi a disposizione dal Ministero dobbiamo appaltare le opere finanziate entro novembre».