In tempi di grosse difficoltà economico-finanziarie dei piccoli enti, spesso costretti a tenersi in piedi grazie ai tributi locali, diventa complicato riuscire a incassare il dovuto dai cittadini, tanto da trovarsi costretti a liberare i tributi rimasti incagliati prima della scadenza e della conseguente perdita della possibilità di essere incassati. Quella dell'evasione fiscale a Sezze è una piaga che spesso ha fatto tremare le amministrazioni comunali. L'ultima iniziativa che l'ente ha deciso di mettere in campo riguarda la necessità di rivolgersi a una società esterna per la riscossione coattiva delle tasse non pagate dai setini. Il progetto di recupero dei tributi comunali, per stessa ammissione dell'ente, ha evidenziato che alcuni contribuenti si sono presentati e stanno regolarizzando la loro posizione, mentre altri, in percentuale circa del 60%, non hanno risposto alla convocazione. Da qui la necessità di dotarsi di strumenti più efficaci che, sempre secondo l'ente, non potrebbero essere garantiti dagli uffici competenti, con la struttura gestionale dell'ufficio Tributi del Comune non affatto sufficientemente adeguata per numero di addetti e carico di lavoro e con il personale del settore II già occupato della contabilità finanziari e degli atti connessi e necessari. Sul fronte della Servizi Pubblici Locali vale lo stesso discorso, tanto da convincere l'esecutivo a procedere all'affidamento esterno di riscossione coattiva dei tributi comunali (I.M.U. ed altri) per tutte quelle annualità già in fase di lavorazione e quelle a rischio prescrizione. La Giunta ha quindi deciso di demandare al responsabile dei Servizi finanziari gli atti gestionali necessari all'affidamento in concessione del servizio di riscossione coattiva dei tributi comunali a società in possesso dei requisiti di ordine generale e di idoneità professionale, oltre che di capacità tecnica professionale, specializzata nel settore. Stando ai calcoli l'affidamento non dovrebbe superare i 40mila euro, permettendo all'ente di realizzarlo tramite una scrittura privata. Ma sono in molti a temere che questa operazione possa trasformarsi in una seconda A&G, con la società di Lucca inizialmente convocata per realizzare un database degli immobili (sotto i 40mila euro), che poi ha citato in giudizio il Comune vantando un aggio sulle tasse e arrivando a chiedere all'ente oltre 4 milioni di euro, aprendo un contenzioso ancora in essere.