La polemica
23.08.2018 - 12:05
Controlli, verifiche, accertamenti. In quest'ultima settimana, dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova, un po' tutte le amministrazioni locali hanno avviato, laddove possibile, controlli su viadotti e cavalcavia ma anche sulla situazione di sicurezza delle arterie di competenza. Quasi un riflesso obbligato dopo gli oltre 40 morti per il crollo del viadotto in Liguria. Ma adesso dal ministero delle Infrastrutture pretendono di più, per alcuni sindaci "la Luna". Infatti in queste ore sta arrivando a tutti i Comuni d'Italia una nota con cui si chiede alle amministrazioni di comunicare «gli interventi necessari per rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza». Sindaci, presidenti delle regioni e delle province dovranno inviare al dicastero guidato da Danilo Toninelli «indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi». La lettera, spedita a tutte le amministrazioni locali dal Provveditore per le opere pubbliche, Vittorio Rapisarda Federico, fissa però una scadenza perentoria considerata eccessivamente breve dai sindaci: il 30 agosto prossimo. Entro quella data comuni, regioni e province dovranno corredare le segnalazioni con adeguate attestazioni tecniche, come perizie e verbali di sopralluogo. Un lavoro che, secondo diversi amministratori locali, non è possibile realizzare in meno di dieci giorni. Soprattutto perché la richiesta a firma Rapisarda Federico è giunta proprio in questi giorni e in molte amministrazioni, soprattutto quelle più piccole, è difficile riuscire a soddisfare la richiesta in così poco tempo.
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