La gara per le strisce blu finisce ancora una volta al centro delle polemiche. E sempre per il minimo garantito, ossia la percentuale di incasso che il Comune deve avere dal gestore a prescindere da quanto viene raccolto. L'ex assessore Gianluca Di Cocco, oggi presidente provinciale di Idea, solleva nuove perplessità in merito al bando di gara, che ha un valore complessivo di 7,5 milioni di euro, 2,5 milioni annui. «Dopo il primo errore nel bando che assiegnava un minimo garantito pari al valore annuo della concessione - spiega Di Cocco - il disciplinare è stato modificato. Tale paragrafo, nel Disciplinare rettificato, viene eliminato e sostituito con il seguente: "Il corrispettivo per il concessionario è dato esclusivamente dalla percentuale massima dei ricavi indicata nell'offerta economica derivanti dalla vendita dei titoli di sosta. L'Aggiudicatario deve garantire e versare al Comune per ciascun anno di rapporto contrattuale, un canone per l'utilizzo delle attrezzature di proprietà dell'Ente (parcometri e struttura multipiano presso la stazione ferroviaria di Latina scalo, di euro 100.377,00". Quindi dagli atti di gara in questione, risulterebbe mancante e potrei errare, su una concessione di tale portata, un minimo garantito indipendentemente dall'importo degli incassi, a favore dell'Ente Comunale». Messa così, secondo Di Cocco, «a garanzia per il Comune risulterebbe il versamento, per ciascun anno di rapporto contrattuale, del solo canone per l'utilizzo delle attrezzature di proprietà dell'Ente. Non essendo stato fissato un aggio a base d'asta come, confermato anche dalle numerose risposte allegate alla documentazione di gara, a mio modo di vedere, rimarrebbe paradossalmente, come margine di guadagno per il concessionario, al netto dell'irrisoria garanzia annuale dovuta dal canone di concessione e al netto dei costi annui di gestione, un importo pari ad 1.318.807,00 euro». Ma questo, secondo Di Cocco, non è l'unico punto scuro di questa gara. Infatti c'è anche il tema dell'Iva: "l'importo dell'aggio è escluso dal campo di applicazione dell'Iva", si legge nel disciplinare. Secondo Gianluca Di Cocco «questo avvantaggia solo il privato, non il Comune. Io credo che il privato deve pagare l'Iva sui proventi della gestione dei parcheggi a pagamento».
Di Cocco, a questo punto, anticipa che «questo argomento sarà portato dal nostro consigliere comunale Raimondo Tiero i commissione trasparenza e poi sarà presentata una interrogazione per sapere a quanto ammonta il mancato introito per il futuro triennio, eliminato il minimo garantito, indipendentemente dall'importo degli incassi in riferimento, all'affidamento in concessione del Servizio di gestione della sosta a pagamento su aree pubbliche e di uso pubblico del Comune di Latina».