"Unificare i consorzi industriali del Lazio è una scelta che depotenzia i territori". Così Giampaolo Olivetti, Presidente di IMPRESA, Associazione dell'Industria e delle Piccole e Medio Imprese si è espresso in merito alla proposta in discussione alla Pisana affinché i cinque organismi regionali vengano fatti confluire in un unico soggetto.
"In linea con i principi fondamentali su cui si fonda l'Associazione che presiedo – prosegue Olivetti – ritengo che voler unificare in un'unica entità cinque organismi diversi tra loro per esigenze, priorità e identità sociale, non rappresenti la giusta soluzione alla necessità di risparmio della Pubblica Amministrazione. Troppo spesso accade che dietro la "scusa" di una riorganizzazione finalizzata al risparmio, si celi in realtà l'incapacità della politica di individuare azioni economicamente sostenibili per riqualificare l'operato degli enti pubblici. Se la priorità è generare un risparmio bisogna agire sulla riduzione dei costi. Emblematico è il caso delle province. La loro riorganizzazione ha generato esclusivamente uno svuotamento dei poteri e il risparmio si è limitato alla decurtazione dei gettoni di presenza dei consiglieri, che sebbene sia stato un ottimo segnale, da solo non ha inciso sul risparmio economico che invece doveva essere ottenuto con una riorganizzazione delle risorse umane. I Consorzi industriali devono mantenere la propria identità e le proprie differenze, in quanto intrinseche. Servono referenti sul territorio che siano portatori delle istanze locali e che siano a difesa del particolare così da mantenere sempre vive le esigenze e le richieste di quel territorio. Questo è lo stesso spirito che anima IMPRESA. La riorganizzazione deve essere effettuata in un'ottica di confronto senza depauperare un territorio rispetto alla sua capacità di incidere nelle decisioni fondamentali che riguardano l'economia, il lavoro, e la visione di sviluppo e progettuale complessiva. Non tutto può essere centralizzato su Roma e le istituzioni non possono continuare a prendere decisioni senza condividerle con gli attori principali, ossia in questo caso, con le associazioni che sono espressione primaria dei territori. IMPRESA chiamerà su queste riflessioni anche le altre associazioni di categoria affinché si faccia fronte comune su una questione così importante per lo sviluppo della nostra Provincia".