Sembra una maledizione e sicuramente è diventato un paradosso il caso della piscina Open che, a dispetto del suo nome, chiude ancora una volta quando sembrava aver risolto le sue problematiche dopo le vicissitudini dello scorso anno. La struttura, al centro di un accordo e di una convenzione firmata alla fine del 2017 e dopo quasi due stagioni invernali di stop, doveva riaprire i battenti ieri, 1 ottobre, passando dalla gestione del privato a quella comunale. Le squadre che la utilizzano, invece, hanno dovuto constatare l'ennesima battuta di arresto che arriva a poche settimane dall'inizio dei campionati. Che cosa è successo? Il problema è sorto con alcuni mancati pagamenti, soprattutto sul fronte delle utenze che andavano saldate al 30 maggio salvo conguaglio (dietro presentazione delle effettive bollette da parte dell'ente) da parte dell'Antares Nuoto e della Latina Pallanuoto. La cosa curiosa è che l'amministrazione ha verificato con grande ritardo queste inadempienze contestandole a pochi giorni dall'inizio della gestione comunale della piscina. Nel corso di un incontro avvenuto al fotofinish tra le quadre e il direttore generale con gli assessori e il sindaco il problema è venuto fuori nella sua urgenza e le squadre sono state invitate a regolarizzare ciò che mancava. «Intanto provvedete, ci riserviamo di produrre il conguaglio e solo dopo tutte le verifiche e i nuovi accordi sugli spazi d'acqua si potrà riaprire» - questo il senso delle parole dell'amministrazione. Ma il risultato finale è l'ennesima battuta di arresto per lo sport cittadino: da ieri la Latina Pallanuoto è ospite ad Anzio e ha prenotato i suoi spazi acqua altrove non potendo contare sulla incerta (per usare un eufemismo) disponibilità del Comune di Latina. «Vogliamo ribadire che noi abbiamo saldato tutto - precisa il patron Francesco Damiani - ci siamo premuniti nel trovare una soluzione alternativa abituati al tira e molla del passato, confesso che siamo stanchi e che viene da dire che non si può praticare lo sport a Latina in queste condizioni, condivido l'amarezza che è stata anche dei miei colleghi del volley. Da parte del Comune alcuni impegni non sono stati rispettati». Il problema è che l'amministrazione sembra essersi disinteressata alla vicenda dopo l'accordo di dicembre scorso: le note di pagamento con fatture sembra non siano state inviate alle squadre e delle rendicontazioni delle bollette di luce e gas contenute nell'accordo finora non c'è stata traccia. Da capire anche come può l'amministrazione verificare le utenze dal momento che più volte nelle commissioni lavori pubblici è emerso che la separazione delle utenze, al centro anche del contenzioso giudiziario, non sono state ancora effettuate. Da parte sua l'assessore Emilio Ranieri spiega: «Auspichiamo che si possa ripristinare l'uso della Open così era come stabilito l'anno scorso, sono sorti problemi con i pagamenti ma contiamo di risolvere a breve». «Noi attendiamo fiduciosi - dice Damiani - anche se i tempi non ci sembrano brevi, se non accendi le caldaie e non fai la pulizia con il cloro ci vogliono le tempistiche tecniche per rendere agibile la Open. Per questo ci siamo attivati per tempo con Anzio come è già accaduto altre volte. Viste le premesse ho paura che saremo costretti a restarci».