C'è un gestore assegnatario di 17 proroghe sul trasporto pubblico in sette anni che ha imboccato la porta di uscita. Ma gli strascichi legati al suo rapporto con il Comune di Latina potrebbe pesare a lungo sulle casse pubbliche e richiedono una exit strategy. Ieri a parlarne e a dirimere il caso del maxi debito da 1,5 milioni di euro dell'ente con Atral ci ha pensato la commissione congiunta bilancio e trasporti del Comune di Latina. All'esame per la seconda volta la proposta di deliberazione per il riconoscimento di un debito fuori bilancio di circa un milione e mezzo di euro derivante da un'ordinanza del Tribunale di provvisoria esecuzione di un decreto ingiuntivo promosso dall'ex gestore del servizio di trasporto pubblico locale. La cifra corrisponde ai solo interessi richiesti dalla società al Comune per un presunto ritardo nei pagamenti di fatture emesse tra il 2005 e il 2015, un centinaio in tutto. «E' la prima volta che abbiamo un debito così corposo per pagamenti di soli interessi- ha spiegato il segretario Iovinella - e da qui partirà direttamente e in automatico l'avvio di un'indagine della Corte dei Conti per danno erariale». Per il segretario generale l'analisi delle fatture ha rilevato «una distonia tra atti» ma il vero nodo è la risultanza della commissione paritetica, nominata dalla giunta Zaccheo ante 2010, che riconobbe il debito stabilendo la legittimità della richiesta di Atral «con indicazioni recepite dal giudice e relegate a due paginette e senza istruttoria» L'ente pagò poi quelle fatture in ritardo e si è opposto al pagamento degli interessi presentando una ricca documentazione (Il dirigente alla mobilità Passaretti ha ricostruito un iter complesso evidenziando come molte di quelle fatture, dal riscontro degli uffici, erano doppie, pagate due volte, mancanti di Durc o da verificare) e la causa terminerà solo a luglio 2020, ma intanto l'ente è chiamato a riconoscere il debito e a pagare la somma. Somma destinata a crescere perché, secondo la ricostruzione dell'avvocatura rappresentata da Francesco Di Leginio e Francesco Cavalcanti ci sono ulteriori situazioni sospese e contestate da Atral che portano il debito all'ammontare di più di due milioni di euro relativi ad altritre decreti ingiuntivi, uno da 230mila euro, uno da 195mila euro e uno da 90mila euro.

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