«Se vengo a sapere che qualcuno, nella Lega, sbaglia, sono il primo a prenderlo a calci nel culo. Ma Rixi è un fratello e lo difenderò fino all'ultimo da quella schifezza che è la magistratura italiana».
Si esprimeva così Matteo Salvini, due anni fa nel corso di un Congresso leghista a Collegno, vicino a Torino, per difendere il vicesegretario nazionale della Lega Edoardo Rixi, oggi viceministro per i Trasporti.
Il Procuratore di Torino Armando Spataro non aveva gradito, ed ora l'attuale Ministro dell'Interno si ritrova destinatario di un avviso di chiusa inchiesta che lo vede indagato per vilipendio dell'ordine giudiziario, reato punito con una multa da 1000 a 5000 euro.
Poco male, perché Matteo Salvini, in caso di eventuale condanna, potrebbe comodamente rifarsi pagando la multa con i soldi dello scrittore pontino Antonio Pennacchi, nel caso venisse anche lui condannato per il reato di oltraggio a un Corpo politico. Pennacchi ha scoperto qualche giorno fa, dagli agenti della Digos che lo hanno convocato in Questura per l'elezione di domicilio, che è sotto accusa per un suo scritto pubblicato il 24 settembre scorso su Latina Oggi e su Il Fatto quotidiano, scritto con il quale il Premio Strega commentava la posizione del Ministro dell'Interno sulla questione dell'immigrazione.
Inevitabilmente, il commento di Antonio Pennacchi è stato come al solito scoppiettante e diretto, ai limiti del triviale. «Ma se tu sei fai il ministro e sproloqui a più non posso, sei solo un somaro che raglia, se non studi e non conosci queste cose – concludeva lo scrittore – E se invece le conosci, allora sei una faccia da culo che mente, sapendo di mentire».
Diciamo pure che tra Salvini e Pennacchi, al di là della disparità di vedute sul versante dell'immigrazione, c'è una certa somiglianza espressiva, e chissà che i due non si incontrino e s'intendano proprio sul filo del «pane al pane, vino al vino». In fondo, in questa circostanza che li vede sovrapposti sul piano del vilipendio e dell'oltraggio, sono entrambi vittime del politicamente corretto. Il ministro è andato a sbattere contro un Procuratore che ha avvertito il dovere di difendere l'istituzione di appartenenza da un insulto fuori luogo; lo scrittore si è invece imbattuto con ogni probabilità in uno zelante servitore dello Stato che ha creduto bene di dover difendere l'onorabilità di un ministro. Perché se fosse stato lo stesso Salvini a sentirsi vittima di un oltraggio, avrebbe appreso del commento di Pennacchi sul Fatto quotidiano; invece il verbale di elezione di domicilio consegnato ad Antonio Pennacchi è accompagnato da una fotocopia della pagina di Latina Oggi. Segno che il nostro Premio Strega non piace proprio a tutti qui da noi in città, dove invece la tifoseria per il vicepremier Salvini registra indici elevatissimi. Peccato che la partita tra i due si giochi con i calci alle chiappe invece che ad un pallone. Ma una cosa è indubbia e li accomuna, nella vita tutti e due hanno avuto culo.